Fumata bianca, il settore chimico e farmaceutico rinnovano il contratto nazionale

 
 

Arriva al traguardo il nuovo contratto nazionale di lavoro del settore chimico farmaceutico; lunedì scorso le federazioni sindacali di Femca Cisl Filctem Cgil e Uiltec Uil hanno sottoscritto con Federchimica e Farmindustria l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto nazionale.

Il nuovo contratto sarà triennale ed entrerà in vigore il l° luglio interessando una platea di circa 210 mila lavoratori in oltre 3 mila aziende tra cui Gsk, Acs Dobfar, Fresenius Kabi, Dellas, Novaresine, Air Liquide, Tenax, Aptuit/Evotec, Nuova Farmec e molte altre.

Nell’arco di tre anni di vigenza contrattuale è previsto l’aumento sui minimi (livello D1) di 204 euro suddiviso in 5 tranche: 50 euro da luglio 2022 (di cui 32 provenienti dalla quota di Edr), 30 euro da gennaio, 36 euro da luglio 2023, 68 euro da luglio 2024 e 20 euro da giugno 2025. Il montante complessivo nel triennio sarà pari a 4.750 euro lordi. Sul fronte del welfare è importante la valorizzazione dell’aliquota mensile Fonchim nell’Eps ovvero nel calcolo del valore punto di inflazione che dal prossimo rinnovo permetterà di inserire il welfare contrattuale nel computo del salario e ci sarà un meccanismo di accesso al sistema della previdenza complementare attraverso un periodo di “silenzio e asseno”.

Per quanto concerne alle nuove norme sul tema della parità di genere c’è la volontà delle parti di promuovere nei luoghi di lavoro la cultura e il rispetto della dignità della persona e del contrasto alle violenze e alle molestie, con l’obiettivo della promozione dell’inclusione sociale e della parità di genere, anche retributiva.

È poi previsto l’abbassamento a 15 giorni del limite per considerare il ricovero come elemento di di scorporo ai fini del comporto e del trattamento economico, rispetto agli attuali 21 giorni. Per quanto riguarda la formazione è previsto l’aumento a 2,5 giornate annue su progetti formativi collettivi. E scatterà la certificazione delle competenze in modo da favorire la crescita professionale dei dipendenti e favorire la creazione di un vero e proprio ambito di incontro tra domanda e offerta per le esigenze del settore. Si tratta di un utile strumento nei momenti di ristrutturazione aziendale, ma anche nello sviluppo e crescita delle imprese.

Il nuovo contratto nazionale darà linee guida su organizzazione del lavoro (orari, modalità di prestazione, competenze, inquadramenti), competenze e formazione (nuove figure professionali), occupazione e occupabilità (scuola e formazione continua), coinvolgimento e partecipazione, relazioni industriali, sicurezza, salute e ambiente. Inoltre l’aumento in busta paga è la giusta soluzione per difendere il potere d’acquisto dei salari e contrastare l’aumento dei prezzi al consumo.

“Ancora una volta le parti tutte – chiarisce Massimo Meneghetti, Segretario Generale FEMCA CISL Verona – hanno saputo dare un segnale forte e apprezzabile al paese attraverso una buona contrattazione, favorita da relazioni sindacali/industriali innovative e in grado di rinnovare prima della scadenza questo importante ccnl. Esperienza che può fungere da traino negli altri tavoli aperti. Infatti per la nostra categoria e non solo, questo però è solo un primo passo, in quanto ora bisogna rinnovare bene tutti gli altri contratti in scadenza. Mentre dal Governo ci aspettiamo l’apertura di un tavolo di confronto per costruire una nuova politica dei redditi, che riduca il cuneo fiscale in favore dei lavoratori dipendenti, ma che punti a sviluppare nuove forme di welfare e a detassare il salario di produttività come la contrattazione aziendale e/o territoriale, il lavoro straordinario e le indennità di turno notturno e per il lavoro a squadre e a ciclo continuo. Ora l’ipotesi di accordo andrà discussa e votata nelle assemblee dai lavoratori del settore”.

 
 

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