Forza Nuova è scesa in piazza questa mattina a Verona partecipando a un corteo al fianco di una parte del mondo agricolo locale, mobilitata contro l’adesione dell’Unione Europea all’accordo commerciale con il Mercosur. A renderlo noto è Luca Castellini, vice segretario nazionale del movimento, che parla di una protesta “non pilotata” e nata, secondo il movimento, dal disagio reale degli operatori del settore primario.
Nel mirino dei manifestanti c’è l’accordo commerciale tra l’Unione Europea e i Paesi sudamericani del Mercosur, già approvato in Commissione UE. Secondo Forza Nuova, l’intesa rappresenterebbe un grave rischio per l’agricoltura italiana, esponendo i produttori locali alla concorrenza di merci provenienti dall’estero e mettendo ulteriormente sotto pressione un comparto già provato dalle normative comunitarie.
Castellini punta il dito contro il Governo e le istituzioni europee, accusati di imporre oneri fiscali e burocratici stringenti alle imprese italiane, mentre contemporaneamente aprirebbero il mercato a prodotti stranieri considerati meno controllati. Una situazione che, secondo il movimento, finirebbe per penalizzare la produzione nazionale e la tutela della salute pubblica.
La mobilitazione veronese si inserisce in un’iniziativa più ampia annunciata da Forza Nuova: il deposito di 140 denunce presso altrettante Procure italiane per presunti reati contro la salute pubblica, con riferimento all’articolo 452 del codice penale. Le denunce sarebbero indirizzate, tra gli altri, alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Contestualmente, è stata diffusa una diffida a non commerciare né vendere prodotti agroalimentari provenienti dai Paesi del Mercosur.
Il movimento annuncia che la protesta proseguirà anche nelle prossime settimane, con iniziative in diverse città e davanti alle Procure della Repubblica, con l’obiettivo di trasformare il “no al Mercosur” in una mobilitazione di carattere nazionale. Al centro della rivendicazione, la difesa della produzione agricola italiana e del lavoro legato alla terra.



































