Fondazione Arena, serve operazione trasparenza

 
 

“La vicenda delle false fatturazioni, che ha condotto il GIP di Verona ad emettere alcune misure cautelari e che coinvolge Fondazione Arena, mette in luce, in primo luogo, quanto sia pervasiva e radicata la presenza della ‘ndrangheta nel nostro territorio”.

Questo l’incipit della nota di Sinistra Italiana Verona relativamente alle indagini che hanno gettato ombre sull’operato dell’ex Ente Lirico.

“Dalle ricostruzioni – si legge -, le opacità intorno a Fondazione Arena non sarebbero, se confermate, di scarso rilievo e getterebbero una serie di ombre e di interrogativi a cui riteniamo necessario si dia risposta da subito.

Com’è stato possibile, ad esempio, che per un lungo periodo l’Ente lirico pagasse 150-200 mila euro in più al mese per i servizi resi dalle società oggi coinvolte nelle indagini? Con la compiacenza di quali soggetti è avvenuto tutto ciò?

La domanda è particolarmente attuale: quali misure organizzative e gestionali verranno prese per scongiurare che una simile situazione possa ripetersi?

Rivolgiamo, preoccupati, questi interrogativi direttamente alla dirigenza di Fondazione Arena: visto il contesto in cui tutto ciò è avvenuto, crediamo sia necessaria un’operazione trasparenza per fare luce e chiarezza sulla grave situazione che le indagini hanno scoperchiato.

Questo anche perché ci risulta che, nel corso degli anni, da parte dei lavoratori/trici e delle organizzazioni sindacali sono state indirizzate alla dirigenza di Fondazione Arena diverse segnalazioni e richieste di chiarimenti in merito alle regole d’ingaggio e alle assegnazioni degli appalti. Perché non si è dato ascolto a queste preoccupazioni, che oggi purtroppo trovano riscontro?

Il contrasto alla criminalità organizzata non può essere delegato esclusivamente al lavoro, prezioso e fondamentale, dell’Autorità giudiziaria e investigativa, ma presuppone il monitoraggio e la vigilanza, attenta e scrupolosa, di ogni componente della classe dirigente pubblica, specialmente in una città come Verona al centro degli interessi criminal-affaristici della ‘ndrangheta”.

 
 

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