Dalle 10 alle 11 dipendenti e rappresentanti sindacali si ritroveranno in Piazza Dante, accanto alla Prefettura di Verona, per protestare contro lo stallo della trattativa per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale delle Fondazioni lirico-sinfoniche, fermo da oltre due anni.
A promuovere l’iniziativa sono le segreterie provinciali di SLC CGIL, Fistel CISL, UILCOM UIL e FIALS CISAL, che denunciano l’assenza di risorse necessarie per finanziare il rinnovo contrattuale.
«Servono fondi dal Governo»
Secondo i sindacati il rinnovo del contratto nazionale deve essere sostenuto da risorse adeguate da parte del Governo e del Ministero della Cultura.
L’attuale situazione, spiegano le organizzazioni sindacali, rischia di avere effetti pesanti sul settore.
Tra le principali criticità segnalate:
• possibile riduzione dell’occupazione;
• aumento dei carichi di lavoro per il personale;
• rischio di riduzione dei redditi dei dipendenti;
• difficoltà nel mantenere standard qualitativi elevati nelle produzioni artistiche.
Il nodo del turnover
Un ulteriore problema riguarda le limitazioni al turnover. Secondo i sindacati, le regole attuali consentirebbero di sostituire solo una parte dei lavoratori che andranno in pensione.
Una situazione che potrebbe ridurre ulteriormente il personale disponibile all’interno delle fondazioni lirico-sinfoniche.
«Settore strategico per i territori»
Le organizzazioni sindacali sottolineano come le fondazioni lirico-sinfoniche rappresentino una risorsa economica e culturale per i territori.
Nel caso di Verona, ricordano, l’indotto legato al Festival lirico dell’Arena di Verona è stimato in circa 500 milioni di euro.
Per questo i sindacati chiedono risorse certe e strutturali per garantire stabilità al settore e condizioni di lavoro dignitose per i dipendenti.


































