Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato la nuova legge sul fine vita, un provvedimento che, secondo la consigliera regionale del Partito Democratico Anna Maria Bigon, rappresenta un passo avanti rispetto al testo arrivato in Aula nel 2024.
Bigon, che due anni fa aveva scelto di astenersi, questa volta ha votato a favore, rivendicando il percorso portato avanti in questi mesi per modificare il provvedimento e introdurre maggiori garanzie per le persone malate.
«Oggi il Consiglio Regionale del Veneto ha approvato una legge sul fine vita profondamente diversa, più solida e umana rispetto al testo arrivato in Aula due anni fa», commenta Bigon. «Il mio voto favorevole è il coronamento di un percorso complesso, sofferto ma coerente, nato dalla volontà di superare ideologismi e costruire risposte concrete nell’interesse esclusivo delle persone».
La consigliera dem torna quindi sulla scelta compiuta nel 2024, quando la sua astensione aveva provocato forti reazioni anche all’interno del suo stesso partito.
«Nel 2024 scelsi di astenermi perché quel testo presentava carenze legislative e non prevedeva l’informazione e l’accesso alle cure palliative», spiega. Una decisione che, ricorda Bigon, «ebbe un prezzo politico e personale altissimo, fatto di incomprensioni, isolamento e attacchi duri». Nonostante questo, aggiunge, «non ho mai smesso di lavorare».
Il nuovo testo, secondo la consigliera regionale, mette al centro tre elementi: la dignità della persona, la libertà di scelta e il dovere del Servizio sanitario pubblico di accompagnare i malati e le loro famiglie, con l’obiettivo di evitare che le persone si trovino sole nei momenti più delicati della malattia.
Parallelamente all’approvazione della legge, il gruppo del Partito Democratico ha depositato anche un progetto di legge dedicato al potenziamento e alla riorganizzazione della rete delle cure palliative in Veneto. L’obiettivo indicato è quello di estendere l’assistenza anche ai pazienti non oncologici, alle strutture per anziani e all’ambito perinatale.
«La tutela della vita e della dignità va affrontata a 360 gradi», sottolinea Bigon, secondo la quale «la politica non deve piantare bandierine ideologiche o alimentare polarizzazioni che dividono la società». Il compito delle istituzioni, aggiunge, è invece «trovare terreni comuni di mediazione alta».
Bigon rivendica infine il lavoro svolto dal gruppo dem durante l’iter del provvedimento, sottolineando la «compattezza e il rispetto di ogni pensiero».
Ora, secondo la consigliera regionale, la partita si sposta sul piano nazionale. «La palla passa al Parlamento: la politica nazionale superi le paralisi del passato e svolga fino in fondo il proprio ruolo», conclude. «Da parte nostra, continueremo a lavorare ogni giorno per una sanità pubblica che si prenda cura delle persone anche nei momenti più difficili e delicati della vita».































