Dopo l’atto vandalico che nei giorni scorsi ha colpito la sede veronese di Futuro Nazionale, arrivano nuove prese di posizione dal mondo politico. A esprimere solidarietà ai dirigenti e ai militanti del movimento è Daniele Polato di Fratelli d’Italia, che condanna con fermezza quanto accaduto.
La sede di via del Minatore era stata imbrattata con uova marce e sterco a pochi giorni dalla sua inaugurazione, un episodio che aveva già suscitato la reazione dei rappresentanti di Futuro Nazionale.
«Un gesto vile e inaccettabile»
Polato definisce l’accaduto un atto che nulla avrebbe a che vedere con il confronto democratico.
«L’atto vandalico compiuto contro la sede veronese di Futuro Nazionale è un gesto vile e inaccettabile, che nulla ha a che vedere con il confronto democratico e civile», afferma.
Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, colpire una sede politica rappresenta un comportamento incompatibile con i principi della partecipazione democratica.
«Prendere di mira una sede politica a pochi giorni dalla sua inaugurazione significa non comprendere cosa sia la democrazia e come si eserciti».
«Nessuna giustificazione per intimidazioni e vandalismi»
Nel suo intervento Polato richiama il valore del confronto tra idee e del dibattito pubblico come strumenti propri della vita democratica.
«Si può essere d’accordo o in disaccordo con qualsiasi posizione politica, ma non esiste alcuna giustificazione per atti di intimidazione, offesa o danneggiamento».
L’esponente di Fratelli d’Italia sottolinea come il dissenso debba sempre trovare espressione attraverso strumenti democratici.
«Le idee si difendono con altre idee, attraverso il confronto pubblico, la partecipazione e il voto, non con la violenza o il vandalismo».
L’appello a una condanna bipartisan
Polato auspica inoltre che gli autori del gesto possano essere individuati in tempi brevi e che l’episodio venga condannato trasversalmente da tutte le forze politiche.
«Mi auguro che i responsabili vengano rapidamente identificati e che vi sia una ferma presa di distanza da parte dell’intero mondo politico, al di là delle appartenenze e delle bandiere».
La vicenda continua così a suscitare reazioni nel panorama politico veronese, dove il tema del rispetto reciproco e del confronto democratico è tornato al centro del dibattito dopo il danneggiamento della sede del movimento.






































