«Non chiacchiere, ma fatti». È la linea rivendicata dal Partito democratico veronese sul fronte dell’emergenza abitativa. A difendere l’azione dell’amministrazione Tommasi e di Agec è il segretario provinciale del Pd, Franco Bonfante, che interviene nel dibattito acceso dalle critiche dell’ex sindaco Flavio Tosi sulla revisione del regolamento dell’ente.
Secondo Bonfante, la collaborazione attivata tra Comune, Agec e mondo del volontariato ha un obiettivo chiaro: recuperare il maggior numero possibile di immobili oggi inutilizzati e destinati al degrado, per trasformarli in risposte concrete alla crescente crisi abitativa. «Un patto vantaggioso per tutti – sottolinea – che mette insieme le migliori energie della città e che sta già producendo risultati, come dimostrano le prime assegnazioni e la firma dei protocolli».
Lo scontro politico
Nel mirino del Pd finiscono direttamente le accuse di presunti scavalchi delle graduatorie. «Da Tosi non accettiamo lezioni – attacca Bonfante –. Prima di lanciarsi in accuse infondate dovrebbe chiedere scusa ai veronesi». Il riferimento è alla gestione di Agec durante le precedenti amministrazioni di centrodestra, accusate di aver paralizzato l’azienda caricandola di un mutuo definito «gigantesco», stipulato a tassi elevati e a condizioni giudicate penalizzanti.
Una scelta che, secondo il Pd, avrebbe sottratto per anni risorse fondamentali alle manutenzioni e alle politiche per la casa, contribuendo al deterioramento del patrimonio immobiliare pubblico.
Una nuova linea per l’abitare
L’attuale amministrazione, prosegue Bonfante, sta cercando di rimettere ordine «nel caos lasciato dalle giunte di destra», puntando su una visione pragmatica e solidale. In un contesto segnato dall’assenza di iniziative e finanziamenti da parte di Regione e Governo, la revisione del regolamento Agec viene rivendicata come un atto legittimo e necessario.
La nuova impostazione apre infatti alla collaborazione non solo con le associazioni, ma anche con enti e fondazioni, pubbliche e private, per rimettere in circolo alloggi oggi vuoti e degradati. «È il passaggio a una politica attiva del diritto all’abitare – conclude Bonfante – l’unico modo per dare ossigeno a un sistema che qualcuno, in passato, ha deliberatamente soffocato».




































