Lo sgombero avvenuto nei giorni scorsi a Quinzano riaccende il dibattito politico a Verona su sicurezza, degrado urbano ed emergenza abitativa. A intervenire con toni duri è Vito Comencini, presidente dell’associazione Popolo Veneto, che accusa l’amministrazione guidata dal sindaco Damiano Tommasi di incoerenza e immobilismo.
Secondo Comencini, l’operazione di sgombero avrebbe fatto emergere una frattura interna alla maggioranza, con uno scontro politico tra il sindaco e l’ala più ideologica e radicale della coalizione, rappresentata dagli assessori Buffolo e Bertucco. Una divisione che, a suo giudizio, sta condizionando l’azione amministrativa ormai da anni.
Nel mirino dell’associazione c’è soprattutto la gestione dei temi legati al degrado e alla sicurezza urbana. «Fino ad oggi – sostiene Comencini – l’amministrazione se ne è sostanzialmente disinteressata, al di là di proclami giudicati inutili». Critiche analoghe vengono rivolte anche all’approccio sull’emergenza abitativa, che, secondo Popolo Veneto, verrebbe affrontata solo in occasione di situazioni esplosive o mediaticamente rilevanti, senza una strategia strutturale.
Particolarmente duro il passaggio sulle condizioni dei residenti: «Delle sofferenze quotidiane dei cittadini veronesi – afferma Comencini – non sembra importare quasi nulla, inclusi gli abitanti di Quinzano e degli altri quartieri della città».
Da qui l’appello diretto al primo cittadino. Il presidente di Popolo Veneto auspica che Damiano Tommasi possa “affidarsi al buon senso” e prendere le distanze da quella che definisce la “corrente buffoliana”, ritenuta responsabile di tenere in scacco l’amministrazione da quattro anni, a scapito dei problemi concreti della città.





































