Se la politica veronese fosse una partita di calcio, oggi assisteremmo a un derby teso, giocato più sui nervi che sulla tecnica. Da una parte il Centrosinistra guidato dal sindaco Damiano Tommasi, dall’altra un Centrodestra all’opposizione che aspetta l’occasione giusta per colpire. Due squadre, due moduli, uno stadio: la città.
La formazione del Centrosinistra: Tommasi allenatore–giocatore, PD in regia
Il CSX scende in campo con Damiano Tommasi nel doppio ruolo di allenatore e capitano. È lui a tenere insieme lo spogliatoio, a richiamare tutti al gioco di squadra e alla visione di lungo periodo. Ma non è una partita semplice.
In regia c’è il Partito Democratico, chiamato a dettare i tempi dell’azione amministrativa: costruzione paziente, dialogo, equilibrio. Sulle fasce agiscono Traguardi e Lista Tommasi Sindaco, portando corsa, consenso civico e radicamento territoriale.
Più avanzata, però, l’ala ambientalista della maggioranza chiede pressing alto: accelerazioni su mobilità, verde, consumo di suolo. È qui che iniziano le frizioni. Qualche giocatore guarda spesso verso la panchina, qualcun altro contesta il modulo. Il rischio, come nel calcio, è quello di allungare la squadra e lasciare spazi scoperti.
Il Centrodestra: difesa compatta e contropiede con Lega, FdI, FI e VRD
Il CDX risponde con una formazione più fisica e attendista. In difesa si piazza la Lega, schierata compatta davanti alla propria area politica.
Il Carroccio rappresenta il centrale roccioso: esperienza amministrativa, toni duri, attenzione ai temi identitari. Fratelli d’Italia gioca invece da centravanti: meno tocchi ma conclusioni dirette, soprattutto quando si tratta di sicurezza, simboli e tradizioni cittadine. Forza Italia e Verona Domani infine restano a metà campo, cercando di fare filtro e di intercettare l’elettorato moderato.
Il piano gara è chiaro: lasciare il possesso palla al CSX, aspettare l’errore e ripartire in contropiede, puntando sulle divisioni interne alla maggioranza.
Il vero scontro è nello spogliatoio
Come in ogni derby, il risultato non dipende solo dagli avversari ma da ciò che accade dentro lo spogliatoio. Il Centrosinistra di Tommasi deve fare i conti con le richieste dell’ala più radicale e con la necessità di non perdere equilibrio politico. Il Centrodestra, invece, sa che senza una proposta alternativa credibile rischia di giocare tutta la stagione solo in difesa.
A Palazzo Barbieri la partita è ancora aperta. Ma una regola del calcio vale anche in politica: chi non chiarisce i ruoli, prima o poi prende gol.
MC





































