Drappo natalizio sulla Torre dei Lamberti, al via lo show politico

 
 

La tradizione natalizia che sembrava definitivamente interrotta è stata salvata: lo storico drappo di auguri che ogni anno, in occasione dell’Immacolata, il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Verona cala dalla Torre dei Lamberti, tornerà ad essere esposto.

Dopo il diniego comunicato lo scorso 28 novembre, che aveva provocato sconcerto tra le istituzioni, ora la decisione della Soprintendenza vira verso il sì, con piena soddisfazione di chi già si stracciava le vesti.

Dal no iniziale al dietrofront

Giovedì scorso la Soprintendenza aveva rifiutato l’autorizzazione ritenendo il grande telo (circa 10 × 4 metri) “troppo visibile”, e potenzialmente in grado di compromettere la fruizione estetica e storica del monumento, uno dei simboli più amati del centro storico di Verona.

La torre, alta 84 metri e simbolo del centro storico veronese, rappresenta uno dei monumenti più conosciuti della città. 

La decisione aveva scatenato delusione tra le istituzioni locali. Per molti player politici lo striscione non e’ solo un “addobbo”: simboleggia comunità, calore natalizio e orgoglio civico. 

Un problema più grande: la politica distratta

Dietro “il caso striscione” emerge un problema più ampio: la tendenza della politica e delle istituzioni, ma anche dell’opinione pubblica, a concentrarsi su questioni che per molti non costituiscono una priorità, ignorando i veri problemi della gente.

Così come accade per altri temi cruciali (servizi sociali, lavoro, decoro urbano, trasporti, assistenza…), anche la tradizione natalizia viene usata come terreno di polemico show mediatico. Nel frattempo, le necessità concrete restano.

Il rischio è che, nel dibattito, prevalgano le “cavolate”: troppe discussioni su striscioni e stelle senza coda, e troppo poca attenzione a quello che davvero conta, lavoro, sicurezza, servizi, sostegno alle famiglie.

Ciò che emerge non è solo la fine o meno di una tradizione natalizia, ma un segnale della distanza tra istituzioni e persone. Spesso si preferisce discutere di striscioni e simbologie, mentre i veri problemi restano, e crescono. E’ ancora il caso di domandarsi come mai il 60% degli aventi diritto non va a votare?

MC