Disturbi dell’apprendimento: coinvolti 1.400 bambini

 
 

Anticipare l’individuazione delle difficoltà dell’apprendimento per garantire a bambine e bambini un percorso scolastico sereno e nella norma. È questo l’obiettivo del progetto Pre.Dis.A – Prevenzione delle difficoltà dell’apprendimento, che prosegue anche quest’anno grazie al sostegno economico del Comune di Verona, che ha stanziato 70mila euro per lo screening nelle classi prime delle scuole primarie cittadine.

Il progetto, promosso dal Rotary Club Verona Scaligero in collaborazione con i Rotary Club di Verona e provincia, si avvale della supervisione scientifica dell’Aulss 9 Scaligera, che ha anche redatto il protocollo operativo, e del supporto dell’Ufficio scolastico territoriale. L’intervento punta a rimuovere gli ostacoli al riconoscimento dei disturbi specifici dell’apprendimento attraverso un’intercettazione precoce, capillare e gratuita, garantendo pari opportunità a tutte le famiglie, indipendentemente dalle condizioni economiche.

«È il progetto più significativo anche dal punto di vista dell’investimento economico – sottolinea l’assessora alle Politiche scolastiche e alla Salute, Elisa La Paglia – perché ha dimostrato di produrre effetti eccezionali. Consente di individuare precocemente le fragilità e di avviare tempestivamente il potenziamento, assicurando a ragazze e ragazzi un percorso scolastico nella norma e rafforzando il sostegno all’interno del gruppo classe».

Grazie al progetto, lo screening viene effettuato già a 6 anni, con eventuale certificazione intorno ai 7 anni, riducendo drasticamente i tempi rispetto al passato, quando l’individuazione avveniva mediamente dopo tre o quattro anni. Un altro elemento distintivo è la presa in carico direttamente a scuola, con un effetto di demedicalizzazione del fenomeno.

Come spiegano i responsabili sanitari, sono previsti due cicli di potenziamento da dieci incontri ciascuno che permettono, in circa il 40% dei casi, di recuperare l’immaturità iniziale, migliorando l’omogeneità e la qualità dell’intero gruppo classe. Un approccio che evita il mascheramento dei disturbi, riduce il rischio di cali di autostima e interviene anche sul fenomeno della povertà educativa, non sempre legata a fattori economici ma spesso alla difficoltà di accesso ai servizi.

Il neuropsichiatra Leonardo Zoccante (Aulss 9) evidenzia come l’intercettazione precoce consenta, nei casi più lievi, di evitare successivi interventi sanitari, mentre nei disturbi più strutturati permette di attivare fin dal primo biennio della primaria percorsi mirati, inclusi trattamenti logopedici.

Dal punto di vista scolastico, il progetto coinvolge 85 classi di 16 istituti comprensivi, con l’adesione di tutti gli istituti cittadini dotati di scuola primaria. «È la più ampia esperienza progettuale pluri-istituto oggi attiva a Verona», sottolinea Gianluca Mancuso, coordinatore dei dirigenti scolastici, evidenziando anche le ricadute positive sulla formazione del personale docente.

Quest’anno sono 1.398 i bambini e le bambine coinvolti, pari al 94% degli iscritti alle classi prime, con una stima di fragilità compresa tra l’8 e il 9 per cento. Il progetto si avvale inoltre di una piattaforma digitale sviluppata dall’Università di Verona, che consente la gestione automatizzata dei dati e apre la strada a un’estensione dello screening a livello provinciale, regionale e nazionale.