Sul dibattito legato all’ipotesi di una discarica di amianto a Caluri, interviene Paolo Borchia, capodelegazione della Lega al Parlamento europeo: “C’è la necessità di un regolamento che stabilisca distanze minime tra discariche di amianto e centri abitati. La Direttiva 1999/31/CE del Consiglio, relativa alle discariche di rifiuti, stabilisce principi generali per la localizzazione dei siti di smaltimento, imponendo che siano scelti tenendo conto della distanza da aree residenziali, ricreative, sanitarie o sensibili. Tuttavia, la normativa europea non fissa valori minimi uniformi in chilometri di distanza tra discariche che accettano rifiuti contenenti amianto e centri abitati o edifici sensibili (scuole, ospedali, case di cura).Tale lacuna determina forti disomogeneità tra Stati membri: alcune regioni fissano limiti precisi (es. 1 000 – 1 500 m), altre nessuno, con possibili rischi per la salute pubblica e disparità di tutela ambientale”, ha spiegato.
“Alla luce di ciò, la Commissione è invitata a chiarire – prosegue il segretario provinciale della Lega – se ritenga opportuno proporre un regolamento o direttiva di armonizzazione che stabilisca distanze minime di 1.000 m obbligatorie a livello UE e se intenda avviare una valutazione di impatto sanitario e ambientale sull’esposizione a fibre d’amianto provenienti da discariche vicine ai centri abitati. Infine, in che modo l’esecutivo europeo intenda garantire uniformità di tutela dei cittadini europei rispetto alla gestione dei rifiuti contenenti amianto”.









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