Obiettivi di un’annata che è già ‘storica’ (e siamo solo a metà).
Numeri davvero (e nuovamente) incoraggianti quelli presentati da AMIA.
Nella nostra città continua dunque a migliorare in modo importante la raccolta differenziata, che solo l’anno scorso ha superato la soglia del 60%, segnando un ulteriore passo avanti dopo il 57% registrato nel 2024.
Alla base di questo miglioramento, come ribadito dall’azienda, c’è sicuramente l’introduzione progressiva del nuovo sistema di raccolta che combina cassonetti ad accesso controllato e raccolta porta a porta, ormai diffuso in oltre metà del territorio cittadino. Ma il cambiamento, definito irreversibile, ha anche altre e più profonde sfumature.
Il nuovo modello ha interessato inizialmente alcune circoscrizioni per poi estendersi ad altre aree della città e alle attività commerciali del centro storico, con servizi dedicati. Questo cambiamento ha permesso non solo di aumentare la quota di rifiuti differenziati, ma anche di ridurre in modo significativo il rifiuto secco.
Nei primi mesi del 2026, infatti, il quantitativo di rifiuto residuo è diminuito di oltre il 10%, pari a circa 700 tonnellate in meno avviate in discarica. Un risultato che si traduce anche in una riduzione concreta del traffico legato allo smaltimento, con circa 23 camion in meno ogni mese.
Secondo il presidente di AMIA, Roberto Bechis, il risultato rappresenta un traguardo importante che avvicina la città all’obiettivo regionale del 65%, considerato ormai raggiungibile entro il 2026. Il miglioramento viene letto come il frutto di un cambiamento culturale condiviso tra cittadini e sistema di gestione dei rifiuti.
Anche dal consiglio di amministrazione dell’azienda arriva una sottolineatura sull’impatto economico positivo del nuovo sistema. Come evidenziato da Martina Redivo, l’aumento della raccolta differenziata consente di evitare sovratasse regionali che graverebbero sui contribuenti e, allo stesso tempo, ha generato nuove opportunità occupazionali, con l’inserimento di oltre cinquanta operatori.
Non mancano tuttavia le criticità legate a un cambiamento così ampio. Come sottolinea Francesco Premi, la fase di transizione richiede tempo e un continuo dialogo con i cittadini. Per questo motivo sono state attivate campagne informative e una rete di tutor sul territorio, con il compito di accompagnare residenti e attività nell’adozione del nuovo sistema.
Il risultato complessivo consente a Verona di ridurre il divario con gli altri capoluoghi veneti, avvicinandosi a realtà come Venezia, e conferma una traiettoria positiva verso standard ambientali sempre più elevati.







































