“Il voto alla lista Uniti per Manildo è un voto che guarda al futuro economico del Veneto, che non può che essere il futuro dell’Europa”.
Con queste parole il deputato di +Europa Benedetto Della Vedova è intervenuto questa mattina alla conferenza stampa a sostegno della lista che sostiene Stefano Manildo alle elezioni regionali del Veneto, svoltasi a Verona con la partecipazione della capolista per la circoscrizione di Verona Anna Lisa Nalin e dei candidati Lorenzo Dalai, Giacomo Piva e Stefano Gabrielli.
“Questa non è una campagna elettorale sul passato o sui 15 anni di Zaia – ha spiegato Della Vedova – il tema vero è la scelta tra due visioni del futuro: Manildo contro Stefani. E Stefani rappresenta una destra che non ha alcuna politica industriale, energetica o economica. Oggi è uscito un dato sulla produzione industriale leggermente positivo, ma in calo. Se non fosse per la coda del 110% e i miliardi del PNRR, saremmo sotto zero come crescita”.
Il deputato ha posto l’accento sulla mancanza di visione del governo nazionale: “Non ci sono stati provvedimenti economici significativi. Industria 4.0 di Renzi funzionava, il centrodestra ha voluto inventare la Transizione 5.0 che si sta rivelando un fallimento. Sulle grandi crisi industriali, dall’Ilva alle acciaierie venete, non c’è una strategia. E Trump va contro gli interessi dell’Europa, dell’Italia e del Veneto”.
La dimensione europea come chiave dello sviluppo
“L’economia veneta avrà dei vantaggi solo se diventerà un pezzo dell’Europa più forte di oggi – ha proseguito Della Vedova – Abbiamo bisogno di un’Europa forte rispetto all’automotive, rispetto ai dazi. Chi ama il nord e il Veneto sa che la prospettiva migliore è quella europea, dal punto di vista della sicurezza e da quello economico. La vecchia Lega era venetista e voleva l’autonomia per agganciarsi all’Europa, mentre la Lega di Salvini rappresenta una chiusura”.
Sul fronte energetico, Della Vedova ha sottolineato un punto qualificante del programma di Manildo: “Le regioni possono accelerare la messa in esercizio di impianti di energie rinnovabili. Non più solo idroelettrico: solare ed eolico sono fonti che si possono incentivare concretamente. Questo significa assicurare un’economia solida e competitiva”.
Nalin: “Dopo 30 anni di destre, è tempo di dare impulso al Veneto”
“Dobbiamo lavorare sulla crescita delle imprese, dei giovani, sulle energie pulite, sulla parità per le donne e sulla dignità per gli anziani – ha continuato Nalin – Il Veneto deve essere una porta per l’Europa, e di questo Veneto vogliamo essere i costruttori. Ringrazio Benedetto Della Vedova che mi ha trasformata da attivista in politica e ci sta aiutando in questo percorso federativo”.
“Questo Veneto è nelle mani delle destre da 30 anni – ha dichiarato la capolista Anna Lisa Nalin – Partecipo a diversi dibattiti pubblici e trovo stupefacente che in tanti si lamentino, senza fare una scelta di alternativa liberaldemocratica. La responsabilità di quel che non va è di chi ha governato fino ad ora”
Dalai: “Il Veneto consuma suolo senza pianificazione”
Il candidato Lorenzo Dalai, presidente della circoscrizione centro storico di Verona, ha portato l’esperienza diretta dei problemi del territorio: “In questi anni mi sono scontrato con tutti i problemi che stiamo denunciando. Sulla sanità, se la visita si fa a pagamento magicamente c’è posto dopo una settimana, sempre nel pubblico. È inaccettabile”.
Sul tema dello sviluppo territoriale, Dalai ha lanciato un allarme: “Il Veneto ha consumato negli ultimi 15 anni 43.000 ettari di suolo. La parola magica delle amministrazioni di centrodestra è ‘in deroga’. Il turismo è un settore positivo, ma il Veneto non è solo Venezia: dove sono le altre città d’arte? Non c’è pianificazione, non c’è sviluppo compatibile”.
“Da questi temi discendono anche il lavoro e il sistema scolastico della formazione professionale, inadeguato e poco sostenuto dalla Regione – ha aggiunto Dalai – Questo sistema non è più in grado di dare risposte al mercato del lavoro. Sono questi i temi concreti che dobbiamo portare in Regione”.
Piva: “La Regione non può essere un ufficio di collocamento”
Giacomo Piva ha denunciato l’uso clientelare delle istituzioni: “Nel centrodestra litigano per le poltrone. Usare la Regione, che è un ente importantissimo, come ufficio di collocamento del centrodestra è inaccettabile. La Regione è prima in Italia per turismo, l’Interporto di Verona è strategico: possiamo accettare che questa regione sia solo uno spartirsi poltrone? È anche per questo che i giovani scappano all’estero”.
L’alleanza riformista come modello per il futuro
Della Vedova ha concluso sottolineando il valore politico della lista: “In questa coalizione ci sono il Partito Socialista, Italia Viva con il simbolo della Casa Riformista, candidati di Azione. L’orgoglio di questa lista è aver saputo unire forze diverse. Questa è una lezione particolarmente positiva anche per le prossime elezioni politiche. Per battere la destra c’è bisogno che liberali, riformisti e socialisti trovino l’intelligenza di mettersi insieme. Averlo fatto in Veneto è molto positivo e foriero di un risultato importante per Manildo, per il Veneto e per questa lista che guarda al futuro e alla libertà”.









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