Prosegue al Teatro Camploy di Verona il progetto culturale promosso dal Comune di Verona, che sta riscuotendo un crescente successo portando in città alcuni dei linguaggi più significativi della scena teatrale contemporanea. La rassegna nasce con l’obiettivo di offrire al pubblico uno spazio di incontro autentico con artisti che concepiscono il teatro come luogo di ricerca, intimità e apertura, invitando gli spettatori a “presentarsi così come sono”, senza filtri né sovrastrutture.
Al centro della programmazione, un’attenzione particolare ai temi dell’identità, della memoria, delle relazioni e delle trasformazioni del presente. In questo contesto si inserisce “Autoritratto”, tra gli appuntamenti più attesi della stagione, che vede protagonista Davide Enia, autore, attore e regista tra le voci più autorevoli del teatro italiano contemporaneo.
Davide Enia, una voce centrale della scena contemporanea
Conosciuto per la forza evocativa della sua parola scenica e per la capacità di intrecciare autobiografia, storia collettiva e poesia, Davide Enia porta a Verona il suo lavoro più intimo e profondo. Autoritratto si colloca nel solco della sua ricerca personale, proseguendo l’indagine sul rapporto tra individuo e collettività, tra memoria privata e memoria condivisa, tra voce e silenzio.
Il ritorno di Enia a Verona rappresenta un’occasione preziosa per incontrare un artista che ha saputo rinnovare il linguaggio teatrale mantenendo una forte radice umana e poetica. Le sue storie, capaci di trasformare l’esperienza individuale in voce universale, non abitano solo il palcoscenico ma sono diventate anche romanzi pubblicati da Sellerio, a conferma di una scrittura che continua a vibrare anche sulla pagina.
Un viaggio nella memoria e nell’identità
Autoritratto è un attraversamento emotivo che si costruisce nel presente, nutrendosi di ricordi, incontri, ferite ed epifanie. Lo spettacolo esplora il rapporto con la storia familiare, con la lingua, con il corpo e con il mestiere dell’attore, componendo un ritratto in movimento, mai definitivo, sempre in trasformazione.
La scrittura scenica alterna momenti di intensa narrazione a passaggi lirici, in cui la voce diventa strumento musicale e la memoria si fa gesto. Ne nasce un teatro diretto e necessario, capace di interrogare lo spettatore e di intrecciare memoria personale e collettiva, riflettendo sull’eredità emotiva e culturale del presente, tra paura e resistenza.
Il testo prende avvio da una riflessione sulla rimozione emotiva della strage di Capaci, letta come sintomo di una nevrosi collettiva, per poi attraversare esperienze personali e lutti condivisi, fino a confrontarsi con l’orrore dell’uccisione del piccolo Giuseppe Di Matteo, tragedia rimasta senza risposte. Attraverso corpo e parola, Enia mette in scena il conflitto tra identità, violenza e responsabilità, trasformando il teatro in spazio di testimonianza civile.
Un appuntamento centrale della rassegna
Lo spettacolo si inserisce nel calendario di Come As You Are come uno dei momenti più significativi della rassegna L’Altro Teatro, promossa dal Comune di Verona in collaborazione con Arteven e sotto la direzione artistica di Fabrizio Arcuri. La scelta di ospitare Autoritratto al Teatro Camploy conferma la volontà di offrire una programmazione di qualità, attenta alla contemporaneità e alle sue molteplici forme espressive.
Incontro con l’artista
Novità della serata è l’incontro con Davide Enia, aperto al pubblico, che si terrà alle ore 18 nel foyer del Teatro Camploy. Un momento di dialogo informale per approfondire temi, processi creativi e visioni che hanno dato vita allo spettacolo, avvicinando ulteriormente gli spettatori al lavoro dell’artista.
“Venite come siete. Il teatro vi aspetta”: è l’invito che guida una rassegna che immagina il teatro come luogo accogliente e spazio di possibilità, dove non servono competenze o codici, ma solo il desiderio di esserci.


































