Una risposta concreta per le due famiglie rimaste senza abitazione dopo l’esplosione della palazzina di Prun, nel Comune di Negrar di Valpolicella, avvenuta lo scorso febbraio.
Grazie alla collaborazione tra Comune di Negrar, Regione Veneto e Ater Verona sono stati individuati due appartamenti da destinare ai nuclei familiari coinvolti nella tragedia. Gli alloggi, non appartenenti al patrimonio di edilizia residenziale pubblica, si trovano rispettivamente a Verona e Cerea.
Ad annunciarlo è l’assessore regionale al Sociale e all’Abitare Paola Roma, che ha sottolineato il lavoro svolto nelle ultime settimane per individuare una soluzione abitativa dopo l’emergenza.
«Grazie al lavoro sinergico tra enti abbiamo individuato due alloggi destinati a due famiglie in difficoltà – ha spiegato l’assessore -. La Regione ha seguito fin da subito la vicenda, con la visita del presidente Stefani poche ore dopo l’accaduto e con l’interessamento diretto dell’assessorato al Sociale e all’Abitare e della Direzione Edilizia».
La ricerca non è stata semplice: nel territorio comunale di Negrar, infatti, non risultavano disponibili alloggi di edilizia residenziale pubblica. Per questo motivo è stato necessario ampliare l’individuazione delle soluzioni anche ad altri Comuni.
«Purtroppo a Negrar non erano presenti alloggi Erp disponibili – ha aggiunto Roma – e quindi è stato necessario allargare il raggio della ricerca. In queste ore la Direzione Edilizia della Regione Veneto, Ater Verona e il Comune di Negrar stanno gestendo la comunicazione e la formalizzazione per mettere a disposizione gli appartamenti alle famiglie».
L’intervento rappresenta una prima risposta all’emergenza abitativa generata dallo scoppio della palazzina, mentre il tema della disponibilità di case per le situazioni di fragilità resta una delle questioni centrali per gli enti locali.
«Il tema dell’abitare – ha concluso l’assessore regionale – diventerà sempre di più un tema di gestione dell’ambito territoriale sociale, attraverso la messa a sistema delle risorse disponibili».





































