Prezzi dell’energia in forte crescita, tensioni geopolitiche e una transizione energetica ormai non più rinviabile. È questo il quadro, complesso e in continua evoluzione, al centro del seminario “La geopolitica dell’energia: scenari globali, transizione e sostenibilità per il futuro dell’ingegneria”, inserito nella rassegna OPEN 2026 – Open Industria.
Un appuntamento che ha riunito esperti, imprese e professionisti per analizzare le sfide legate all’equilibrio tra sicurezza energetica, sostenibilità e competitività economica, in un contesto segnato da forti rincari: greggio oltre i 100 dollari al barile, gas sopra i 50 euro/MWh e bollette in aumento fino al 70%.
Il ruolo strategico degli ingegneri
Ad aprire i lavori è stato il presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia, Matteo Limoni, che ha sottolineato come la transizione energetica sia già una realtà concreta.
«Non è più una prospettiva futura – ha spiegato – ma un cambiamento che incide sulle scelte economiche e industriali. Gli ingegneri hanno un ruolo centrale nell’accompagnare imprese e territori verso soluzioni sostenibili e competitive».
Indipendenza energetica e criticità degli impianti
A evidenziare la necessità di una progettazione attenta è stato Stefano Lonardi, responsabile della rassegna, che ha posto l’accento sull’importanza dell’indipendenza energetica.
Secondo i dati illustrati, in provincia di Verona si contano tra i 25mila e i 30mila impianti fotovoltaici, ma fino all’8% risulta non funzionante e una quota tra il 10% e il 15% necessita di interventi di ammodernamento. Un quadro che evidenzia come la transizione richieda competenze tecniche adeguate e pianificazione a lungo termine.
La sfida della decarbonizzazione
Nel corso del seminario, Marco Giusti ha illustrato il suo volume L’urgenza di agire. Perché e come abbandonare rapidamente le fonti fossili, proponendo un piano basato su 27 tecnologie per portare l’Italia verso le emissioni zero.
«La vera sfida è il tempo – ha evidenziato – perché ritardare significa aumentare i costi economici e ambientali».
Un sistema energetico che cambia protagonisti
Una lettura più ampia è arrivata da Arturo Lorenzoni dell’Università di Padova, che ha sottolineato come la transizione stia rivoluzionando il settore energetico.
Non più solo grandi operatori, ma anche cittadini e imprese diventano produttori di energia grazie alle rinnovabili. Un cambiamento che, secondo Lorenzoni, porterà benefici progressivi anche sul piano economico, come dimostrano alcuni Paesi europei già oggi più competitivi sui costi dell’energia.
Le preoccupazioni delle imprese
Dal mondo produttivo è arrivato invece l’allarme di Maria Paola Carlesi, che ha richiamato la necessità di politiche più stabili e coerenti per sostenere le PMI.
«L’instabilità normativa e le scelte poco lungimiranti rischiano di indebolire il sistema industriale – ha osservato – proprio in una fase in cui servirebbe invece rafforzarlo».
Incentivi e strumenti di sostegno
A chiudere l’incontro, Attilio Zorzi ha fatto il punto sugli strumenti disponibili: crediti d’imposta, fondi per le rinnovabili e misure nazionali ed europee per sostenere la transizione energetica e digitale.
Un insieme di interventi che punta ad alleggerire l’impatto dei rincari e accompagnare imprese e territori verso un nuovo modello energetico.



































