Crolla il prezzo del riso, Coldiretti: «A rischio il Vialone Nano veronese»

 
 

Il comparto risicolo italiano entra ufficialmente in stato di agitazione. Coldiretti denuncia una crisi senza precedenti, con il crollo dei prezzi del risone, l’aumento dei costi di produzione e le importazioni dall’estero ritenute responsabili di mettere in difficoltà migliaia di aziende agricole.

La situazione riguarda da vicino anche il Veronese, dove si concentra circa il 90% dell’intera superficie coltivata a riso del Veneto, con oltre 3.000 ettari nella Bassa Veronese, territorio simbolo del Vialone Nano IGP, primo riso europeo ad aver ottenuto l’Indicazione Geografica Protetta.

Prezzi giù fino al 50%

Secondo Coldiretti, le principali varietà destinate ai risotti, come Arborio e Carnaroli, hanno registrato un crollo dei prezzi compreso tra il 40 e il 50% rispetto allo scorso anno.

Al contrario, i costi sostenuti dalle aziende agricole continuano a crescere, con rincari dei fertilizzanti che arrivano fino al 70%, rendendo in molti casi antieconomica la produzione.

L’organizzazione agricola punta il dito anche contro la revisione del Sistema di Preferenze Generalizzate (SPG) dell’Unione Europea, ritenuta insufficiente a tutelare i produttori italiani dall’aumento delle importazioni provenienti dai Paesi asiatici, in particolare dall’India.

Verona cuore della risicoltura veneta

La provincia scaligera rappresenta il principale polo risicolo del Veneto.

Le risaie della Bassa Veronese, con il Vialone Nano IGP come prodotto simbolo, costituiscono un comparto strategico per l’economia agricola locale, oggi messo in difficoltà da quotazioni considerate non più in grado di coprire nemmeno i costi di raccolta e irrigazione.

«Pronti a lasciare i tavoli delle contrattazioni»

La tensione è arrivata anche nelle Commissioni prezzi delle Camere di Commercio.

Luca Melotti, produttore di Isola della Scala e componente della Commissione prezzi Cereali della Camera di Commercio di Verona per Coldiretti, denuncia il clima delle trattative.

«Non possiamo più tollerare che il nostro lavoro venga calpestato. Se le istituzioni pensano che andremo ai tavoli solo per avallare il nostro suicidio economico si sbagliano. O c’è rispetto per il comparto agricolo oppure le risaie veronesi incroceranno le braccia».

Le richieste al Governo

Dopo la mobilitazione è stato convocato il Tavolo nazionale del Riso al Ministero dell’Agricoltura.

Tra le principali proposte avanzate da Coldiretti:

  • un bando straordinario da 12 milioni di euro per acquistare riso italiano da destinare alle famiglie in difficoltà;
  • maggiori controlli sull’origine del prodotto, anche attraverso tecnologie come risonanza magnetica, mappatura genomica e isotopica;
  • un fondo dedicato ai contratti di filiera;
  • applicazione del principio di reciprocità negli accordi commerciali con i Paesi extra UE;
  • investimenti in ricerca, invasi e innovazione agricola;
  • maggior sostegno al comparto nella futura Politica Agricola Comune.

Vantini: «L’Europa ha tradito gli agricoltori»

Il presidente di Coldiretti Verona, Alex Vantini, punta il dito contro le politiche europee.

«Quello che sta avvenendo sul mercato del riso è lo specchio di un’Europa che ha tradito la fiducia degli agricoltori. La mancata introduzione di una vera clausola di salvaguardia sulle importazioni è un errore storico. A Verona il riso non è soltanto un prodotto agricolo: è cultura, territorio ed economia per decine di comuni della Bassa Veronese. Ora servono fatti concreti».