Il Grande Teatro accende i riflettori su Simone Cristicchi. Dal 10 al 15 febbraio il Teatro Nuovo di Verona ospita Franciscus. Il folle che parlava agli uccelli, spettacolo scritto e interpretato dallo stesso Cristicchi, inserito nella rassegna curata dalla Fondazione Atlantide Teatro Stabile di Verona in collaborazione con il Comune.
Le repliche sono in programma da martedì 10 a sabato 14 febbraio alle 20.45, mentre domenica 15 febbraio lo spettacolo andrà in scena alle 16. Come da tradizione, giovedì 12 febbraio alle 18 è previsto l’incontro con gli attori, coordinato dal direttore artistico Fabrizio Arcuri in collaborazione con il quotidiano L’Arena.
Dopo il successo di Happy Next, Cristicchi torna al teatro con un progetto in solo, prodotto dal Centro Teatrale Bresciano insieme ad Accademia Perduta Romagna Teatro, dedicato a una delle figure più universali e rivoluzionarie della storia: San Francesco d’Assisi. Non il santo iconico, ma l’uomo. Un uomo attraversato da dubbi, crisi, domande radicali, capace però di trasformare la fragilità in scelta di vita.
Tra riflessioni, interrogativi e canzoni inedite – firmate da Cristicchi insieme alla cantautrice Amara – lo spettacolo indaga il confine sottile tra follia e santità, tema centrale dell’esperienza francescana. Accanto a Francesco emerge la figura di Cencio, stracciaiolo girovago e osservatore critico del suo cammino, interpretato dallo stesso Cristicchi, che diventa voce laterale e specchio disincantato del racconto.
La povertà come libertà, la perfetta letizia, la spiritualità universale, l’armonia con il creato e l’utopia di una nuova umanità sono i cardini di uno spettacolo ad alta intensità emotiva, che parla con forza al presente. In una società segnata da disorientamento e promesse tradite, la lezione del “ricchissimo” di Assisi torna a interrogare il pubblico con urgenza e profondità.
Franciscus non offre risposte semplici, ma apre domande potenti, invitando lo spettatore a confrontarsi con il senso del vivere, del credere, dell’essere comunità. Un teatro che emoziona, scuote e costringe a guardarsi dentro.




































