È avviata alla chiusura, per mancato rinnovo del contratto di affitto, il negozio Max&Co in via Mazzini, nel cuore del centro storico di Verona. Il punto vendita del gruppo Max Mara, divisione Dedimax, dovrà liberare i locali entro la fine di luglio.
La chiusura ha aperto una vertenza sindacale legata alla tutela e al ricollocamento delle otto lavoratrici impiegate, per le quali il confronto con l’azienda si è rapidamente arenato. Secondo le organizzazioni sindacali, la proposta avanzata dalla società non garantirebbe condizioni adeguate né soluzioni realmente sostenibili.
Tra le ipotesi prospettate dall’azienda vi sarebbe il trasferimento di due lavoratrici presso il negozio Marina Rinaldi, sempre in via Mazzini e appartenente allo stesso gruppo, ma con contratti a termine. Per le restanti sei dipendenti si configurerebbero invece trasferimenti in altre città o province oppure un esodo volontario incentivato.
Il segretario Filcams Cgil Verona Nicola Spadavecchia ha definito la proposta “gravemente carente”, sottolineando come la ricollocazione non possa tradursi in un peggioramento delle condizioni lavorative o in soluzioni penalizzanti. Il sindacato chiede inoltre che eventuali trasferimenti fuori provincia siano accompagnati da adeguati rimborsi spese e che gli incentivi all’uscita garantiscano una reale tutela economica.
Spadavecchia ha inoltre richiamato altre vertenze recenti del settore commercio cittadino, evidenziando come il centro storico di Verona sia interessato da una fase di trasformazione immobiliare che sta incidendo profondamente sulla presenza delle attività commerciali e sull’occupazione.
La chiusura del punto vendita Max&Co si inserisce così in un contesto più ampio di cambiamenti nel tessuto del commercio cittadino, con ripercussioni dirette sul lavoro e sulla stabilità occupazionale.







































