La provincia di Verona si conferma tra i territori più attivi nella difesa del Made in Italy agroalimentare. Prosegue infatti la mobilitazione promossa da Coldiretti per chiedere all’Unione Europea una revisione del Codice Doganale che renda obbligatoria l’indicazione dell’origine delle materie prime, contrastando il fenomeno dei cosiddetti “falsi Made in Italy”. Dopo l’adesione di decine di amministrazioni comunali, anche il Comune di Verona ha approvato una mozione a sostegno dell’iniziativa, rafforzando un fronte che oggi coinvolge circa il 70% dei Comuni della provincia.
La provincia scaligera si schiera in modo compatto a difesa della trasparenza e dell’autenticità agroalimentare nazionale. In Sala Arazzi di Palazzo Barbieri, alla presenza di una nutrita rappresentanza di sindaci veronesi, è stata presentata la mobilitazione territoriale a sostegno della revisione del Codice Doganale Europeo.
Sono infatti una settantina su 98 le amministrazioni comunali che hanno deliberato a favore della proposta avanzata da Coldiretti.
A rafforzare il valore istituzionale dell’iniziativa è stata anche l’adesione del Comune di Verona, che ha approvato in Consiglio comunale la mozione n. 609, presentata dal consigliere Pietro Giovanni Trincanato.
Al centro della richiesta c’è la modifica dell’articolo 60 del Regolamento UE 952/2013, che oggi considera originario di un Paese il prodotto che ha subito l’ultima trasformazione sostanziale, anche se la materia prima proviene interamente dall’estero.
Secondo Coldiretti, questa norma genera il cosiddetto “paradosso della trasformazione magica”, consentendo a prodotti ottenuti con materie prime straniere di essere commercializzati come italiani dopo una semplice fase di lavorazione o confezionamento eseguita in Italia.
Il presidente di Coldiretti Verona, Alex Vantini, ha spiegato:
“Non possiamo più tollerare che una semplice operazione di confezionamento basti a trasformare magicamente un prodotto straniero in un’eccellenza italiana. Questa ambiguità normativa svilisce il lavoro dei nostri agricoltori e inganna i cittadini.”
Vantini ha inoltre ringraziato il sindaco Damiano Tommasi e tutte le amministrazioni comunali che hanno aderito alla mobilitazione.
L’obiettivo della proposta è introdurre l’obbligo di indicare sempre l’origine delle materie prime, sia nei prodotti confezionati sia negli alimenti serviti nella ristorazione.
Il sindaco Damiano Tommasi ha evidenziato il ruolo del Comune di Verona come punto di riferimento per il territorio.
“Credo che la battaglia importante sia dare il giusto merito all’origine dei prodotti. L’Europa deve garantire che la provenienza dichiarata corrisponda realmente alla materia prima utilizzata. Il Comune di Verona ha approvato praticamente all’unanimità questa mozione perché è doveroso farsi portavoce di queste istanze.”
Anche il presidente della Provincia, Massimo Flavio Pasini, ha sottolineato il valore dell’iniziativa.
“Difendere le filiere locali significa difendere economia, occupazione e paesaggio rurale, ma anche garantire maggiore trasparenza ai consumatori.”
Il direttore di Coldiretti Verona, Massimo Albano, ha ricordato come il fenomeno dell’Italian Sounding sottragga ogni anno decine di miliardi di euro all’economia agroalimentare italiana.
A chiudere l’incontro è stato il consigliere comunale Pietro Giovanni Trincanato, che ha sottolineato il ruolo strategico di Verona nella logistica agroalimentare europea grazie al Quadrante Europa, Veronamercato e alle imprese della trasformazione.
“Proprio questa centralità dà alla nostra città il dovere di chiedere regole doganali più trasparenti e capaci di tutelare chi produce realmente le materie prime.”































