Ceduti prima di lottare: il Verona perde pezzi e speranze

 
 

In casa Hellas Verona tira un’aria pesante, difficile da ignorare. Più che un normale mercato di gennaio, quello gialloblù somiglia sempre di più a una smobilitazione generale, con il rischio concreto di compromettere definitivamente la corsa salvezza.

La gestione delle operazioni in uscita lascia perplessi tifosi e addetti ai lavori. La cessione di Giovane al Napoli e Nunez al Valencia prima della gara casalinga contro l’Udinese appare una scelta miope, se non addirittura autolesionista. Con quei due elementi, il Verona avrebbe potuto quantomeno presentarsi alla sfida del Bentegodi con qualche arma in più, giocarsi le proprie chance e poi, eventualmente, definire le uscite a mercato avanzato. Così invece si rischia di indebolire una rosa già corta nel momento più delicato della stagione.

A rendere il quadro ancora più preoccupante è il silenzio sugli investimenti. La proprietà Presidio Investors sembra concentrata esclusivamente nel rastrellare il possibile sul fronte delle cessioni, senza che al momento si intravedano segnali concreti di reinvestimento tecnico. Nessun innesto di spessore, nessun messaggio rassicurante alla piazza: solo operazioni che danno l’idea di un ridimensionamento continuo.

Il risultato è un Hellas sempre più fragile, non solo sul piano tecnico ma anche psicologico. La squadra, già invischiata nella lotta per non retrocedere, rischia di affrontare le prossime settimane con risorse ridotte e con un clima di sfiducia crescente attorno.

Il timore, sempre più diffuso, è che la direzione intrapresa porti dritto verso la Serie B. Un affondo continuo, senza freni né contromisure, che fa male a una piazza abituata a lottare ma non a rassegnarsi.

Auguri, vecchio Hellas. Perché con queste premesse, più che una salvezza, servirà un miracolo.

MC