«La città non è mai stata così sporca». È il giudizio netto espresso dall’europarlamentare Flavio Tosi nel corso di una conferenza stampa con i consiglieri comunali Luigi Pisa e Salvatore Papadia (Forza Italia), Patrizia Bisinella, Anna Bertaia e Barbara Tosi.
Al centro delle critiche, l’estensione del servizio di raccolta porta a porta anche ai grandi condomini e l’introduzione dei cosiddetti cassonetti intelligenti. Secondo Tosi, queste scelte avrebbero peggiorato il decoro urbano, con la presenza quotidiana di rifiuti abbandonati sui marciapiedi.
L’ex sindaco ha contestato anche le caratteristiche dei nuovi contenitori: imboccature ritenute troppo strette, capienza ridotta e sistema di accesso tramite tessera giudicato complesso, soprattutto per gli utenti anziani. Elementi che, secondo l’opposizione, favorirebbero l’abbandono dei sacchi all’esterno.
“Tornare ai cassonetti tradizionali”
Per Tosi e i consiglieri, la soluzione sarebbe un ritorno al sistema precedente. «La cultura della differenziata è ormai consolidata – sostengono – e non serve un porta a porta così spinto, che comporta anche costi elevati per i cittadini».
Nel corso dell’incontro è stata citata anche la situazione degli operatori di AMIA Verona, con riferimento alle difficoltà fisiche legate alla gestione quotidiana della raccolta.
La replica di AMIA: “Differenziata in crescita con il nuovo sistema”
Non si è fatta attendere la replica di AMIA Verona, che difende la bontà del modello introdotto, contestando alla base le critiche.
Secondo l’azienda, la cultura della raccolta differenziata in città non sarebbe ancora consolidata: nelle aree dove sono presenti i cassonetti aperti, la percentuale si fermerebbe al 40%, mentre nei quartieri dove è attivo il sistema misto – che prevede porta a porta per carta e plastica/metalli e cassonetti ad accesso controllato per umido e secco residuo – la raccolta differenziata supererebbe il 60%, secondo dati ARPAV.
AMIA sottolinea inoltre che il sistema attuale non coincide con un porta a porta integrale, ma con un modello ibrido pensato per migliorare le performance ambientali e ridurre le frazioni non riciclabili.
Costi, cassonetti e gestione dei rifiuti
Sulla questione economica, l’azienda richiama anche il nuovo sistema tariffario regionale, che prevede penalizzazioni per i territori con percentuali di differenziata inferiori al 65%, incidendo così sul costo complessivo del servizio.
Rispetto ai contenitori, AMIA respinge le critiche sulla capienza: i cassonetti ad accesso controllato avrebbero volumi superiori rispetto ai precedenti, con l’umido che passa da 240 a circa 2000 litri. Le bocchette, aggiunge l’azienda, sono dimensionate per il corretto conferimento dei rifiuti domestici.
Il nodo degli abbandoni e i bidoni condominiali
AMIA riconosce comunque la presenza del fenomeno dell’abbandono dei rifiuti, tanto da aver già attivato un servizio aggiuntivo di raccolta affidato a una cooperativa, destinato a essere potenziato.
Tra le soluzioni indicate figura anche la possibilità per i condomìni di richiedere gratuitamente contenitori dedicati, già adottati da centinaia di edifici, per gestire in modo ordinato i rifiuti e ridurre gli accumuli sui marciapiedi. La richiesta può essere effettuata online.
Il confronto sul sistema di raccolta rifiuti si conferma così al centro del dibattito politico cittadino, tra modelli organizzativi, sostenibilità ambientale e impatto sulla vita quotidiana dei residenti.




































