L’Associazione ALS – Associazione Liberi Specializzandi ha reso noto di collaborare attivamente da diversi giorni con la Procura della Repubblica di Verona nell’ambito della vicenda legata al concorso per professore ordinario di Riccardo Nocini, 33 anni, figlio dell’ex rettore dell’Università di Verona, autore di oltre 242 lavori scientifici.
In una nota, l’associazione esprime piena fiducia nell’operato della magistratura, ringraziando la Procura per l’intervento su un concorso universitario che, secondo ALS, ha sollevato numerosi dubbi tra gli addetti ai lavori. Dubbi condivisi anche da autorevoli esponenti del mondo accademico, tra cui l’ex rettore dell’Università di Verona Nicola Sartor, che a mezzo stampa ha dichiarato:
«È una questione delicata: gli atti possono anche essere regolari dal punto di vista amministrativo, ma non vi è dubbio che non ci sia il rispetto della Legge Gelmini».
Proprio il presunto mancato rispetto dell’articolo 18 della Legge Gelmini (Legge n. 240 del 30 dicembre 2010) rappresenta, secondo ALS, il nodo centrale della vicenda. L’associazione auspica che l’indagine, attualmente in fase esplorativa, possa evolvere rapidamente in una vera e propria inchiesta giudiziaria, capace di chiarire eventuali irregolarità e di individuare responsabilità, qualora accertate.
ALS chiede inoltre una verifica approfondita non solo delle procedure concorsuali, ma anche dell’intera produzione scientifica attribuita a Riccardo Nocini, compresi i fondi economici utilizzati per la pubblicazione dei 242 lavori, la tesi di dottorato e gli interventi da primo operatore effettuati nel corso della sua carriera.
La vicenda ha ormai assunto una dimensione nazionale, approdando in Parlamento con due interrogazioni parlamentari: la prima presentata dall’onorevole Marianna Ricciardi (Movimento 5 Stelle), la seconda dal senatore Andrea Crisanti (Partito Democratico). L’Associazione Liberi Specializzandi auspica che la ministra dell’Università Anna Maria Bernini disponga l’invio di ispettori ministeriali, al fine di verificare nel dettaglio le procedure concorsuali e il percorso accademico del dottor Nocini, fornendo risposte puntuali alle interrogazioni parlamentari e ulteriori elementi utili alla Procura di Verona.
Nel comunicato, ALS esprime infine apprezzamento per la rettrice dell’Università di Verona, Chiara Leardini, per aver avviato – secondo quanto appreso – le procedure di rimozione della targa “Palanocini” dall’Edificio Biologico 3 dell’AOU di Borgo Roma. Un gesto che l’associazione definisce un segnale di sensibilità verso la comunità accademica e medica, non solo veronese ma nazionale.
L’associazione coglie inoltre l’occasione per scusarsi con la rettrice per i toni duri utilizzati in precedenza, in particolare in relazione al discusso intervento al Senato accademico del 19 dicembre, riconoscendo che il “disagio profondo” e la “difficoltà personale” manifestati sarebbero espressione della volontà di tutelare la reputazione dell’Ateneo di Verona.
MC






































