Piena solidarietà alle educatrici e agli educatori dei nidi comunali di Verona. È la posizione espressa dall’organizzazione sindacale CSA dopo la vicenda che ha coinvolto un nido privato, dove sarebbero avvenuti maltrattamenti ai danni dei bambini ospitati.
Il sindacato invita l’opinione pubblica a non confondere realtà differenti e a non estendere sospetti generalizzati a un sistema che, sottolinea il CSA, rappresenta da decenni un punto di riferimento per la città.
“Eccellenza cittadina”
I nidi pubblici del Comune di Verona – si legge nella nota – sono 24, gestiti direttamente dall’amministrazione, e accolgono oltre mille bambini nella fascia 0-3 anni.
“Nonostante le difficoltà, soprattutto legate alla sempre più grave carenza di organico e di personale – evidenzia il sindacato – il servizio rappresenta un’eccellenza per la comunità veronese”.
No a generalizzazioni e videosorveglianza
Pur comprendendo la preoccupazione dei genitori coinvolti nella vicenda del nido privato, il CSA invita a evitare “di fare di ogni erba un fascio” e mette in guardia rispetto all’ipotesi di introdurre misure come la videosorveglianza.
Secondo il sindacato, si tratterebbe di strumenti “di dubbia legittimità normativa” e potenzialmente controproducenti, che rischierebbero di compromettere il clima educativo senza risolvere i problemi strutturali.
Più attenzione organizzativa
Il CSA coglie l’occasione per sollecitare il Comune, ente capofila per l’intera provincia in questo ambito, a dare un segnale concreto di attenzione, affrontando le criticità organizzative emerse negli ultimi anni.
“CSA sarà sempre dalla parte del personale educatore del Comune di Verona”, concludono per la Segreteria Provinciale Bianca Ziliani e Nicola Cavedini.




































