Gli annunci del Governo sul nuovo Piano Casa non convincono il Sunia Verona, che denuncia quello che definisce un progressivo smantellamento dell’edilizia residenziale pubblica. Per questo il sindacato degli inquilini ha organizzato un presidio davanti alla Prefettura di Verona, in programma martedì 23 giugno alle 10.30 in Piazza dei Signori.
Secondo il sindacato, il provvedimento presentato dall’esecutivo rischia di aggravare l’emergenza abitativa anziché fornire risposte concrete alle migliaia di famiglie in attesa di una casa popolare.
“Dietro gli slogan governativi si nasconde un attacco frontale all’Edilizia Residenziale Pubblica”, afferma la segretaria del Sunia Verona, Lorisa Vaccari. “Siamo di fronte a una propaganda che va analizzata nei numeri e nelle conseguenze reali”.
Tra i principali punti contestati vi è il tema del recupero degli alloggi pubblici inutilizzati. Secondo il sindacato, a fronte di circa 100 mila abitazioni Erp oggi sfitte e inagibili in Italia, le risorse stanziate consentirebbero il recupero di meno di 30 mila unità nell’arco di cinque anni, lasciando inutilizzati i due terzi del patrimonio disponibile.
Nel mirino anche la prevista vendita degli alloggi pubblici. Il Sunia sostiene che i proventi delle alienazioni non saranno destinati prioritariamente alla costruzione di nuove case popolari, ma al riequilibrio dei bilanci degli enti gestori e al sostegno del debito pubblico. Una scelta che, secondo il sindacato, appare particolarmente problematica in un contesto caratterizzato da circa 650 mila domande di alloggio pubblico ancora inevase.
Critiche arrivano anche sul fronte degli affitti calmierati. Il Governo punta su un sistema che dovrebbe consentire una riduzione dei canoni fino al 30%, ma per il Sunia il problema resta la sostenibilità economica delle locazioni rispetto agli stipendi reali delle famiglie italiane. “Con le retribuzioni attuali – osserva Vaccari – gran parte dei nuclei familiari non può sostenere affitti elevati, anche se ridotti”.
Un altro elemento contestato riguarda il fondo per la morosità incolpevole. Secondo il sindacato, il finanziamento previsto non deriverebbe da nuove risorse, ma da una redistribuzione di fondi già esistenti, con il rischio di ridurre gli interventi di manutenzione sugli alloggi popolari e di aumentare i canoni per gli assegnatari.
Il Sunia esprime inoltre preoccupazione per la figura dei commissari straordinari introdotta dal decreto, ritenendo che possa determinare una centralizzazione delle decisioni urbanistiche a scapito delle competenze di Comuni e Regioni.
“Si accelerano le procedure di sfratto senza garantire adeguate soluzioni abitative alternative”, conclude Vaccari. “Per questo invitiamo cittadini e associazioni a partecipare al presidio e a difendere il diritto alla casa, contro un Piano che rischia di favorire la speculazione privata e di penalizzare le fasce più fragili della popolazione”.
L’appuntamento è fissato per martedì 23 giugno alle ore 10.30 davanti alla Prefettura di Verona.































