Cariverona finanzia progetti per giovani e comunità locali

 
 

Fondazione Cariverona mette sul tavolo 7,5 milioni di euro per cercare di contrastare quella che definisce una “fuga silenziosa” delle nuove generazioni dai territori. Lo fa attraverso il nuovo bando “Facciamo Spazio! Giovani, luoghi e comunità in azione”, la misura economicamente più rilevante dell’anno promossa dalla Fondazione.

L’obiettivo è affrontare due temi considerati centrali per il futuro dei giovani: l’accesso alla casa e la disponibilità di spazi di comunità in cui studiare, lavorare, incontrarsi e partecipare alla vita sociale.

Il problema: giovani sempre più lontani dal territorio

Secondo la ricerca Futuro Qui!, promossa dalla Fondazione, oltre un giovane su due tra i 18 e i 34 anni non immagina il proprio futuro nella regione in cui vive.

Un dato che racconta un disagio diffuso, legato al costo delle abitazioni nelle città, ma anche alla mancanza di opportunità, servizi e luoghi di aggregazione nei territori provinciali e nelle aree interne.

“Il tema non è convincere i giovani a restare a suon di slogan”, ha spiegato Bruno Giordano. “Restare deve diventare una possibilità costruita dai territori: con case accessibili, spazi aperti, servizi e luoghi in cui partecipare”.

Due linee di intervento

Il bando si sviluppa lungo due direttrici principali.

La prima riguarda l’abitare innovativo, con progetti dedicati a giovani under 40 attraverso formule accessibili, condivise o accompagnate. I contributi potranno arrivare fino a 500 mila euro per singolo progetto.

La seconda linea, denominata “Ri-Generazioni attive”, è rivolta agli under 35 e punta a sostenere spazi di socialità, cultura, cittadinanza attiva e prossimità, con finanziamenti compresi tra 150 mila e 350 mila euro.

La filosofia del progetto, sottolinea la Fondazione, non è finanziare semplicemente immobili o contenitori vuoti, ma creare funzioni vive e sostenibili nel tempo.

Spazi vivi e partecipazione reale

“Con questo bando vogliamo sostenere chi ha il coraggio di progettare luoghi che non siano solo belli da inaugurare, ma utili da abitare ogni giorno”, ha aggiunto Bruno Giordano.

La richiesta ai progetti sarà quella di dimostrare concretamente:

  • chi utilizzerà gli spazi;
  • come verranno gestiti;
  • quali servizi offriranno;
  • come potranno proseguire anche dopo il contributo economico iniziale.

Particolare attenzione verrà data al coinvolgimento diretto dei giovani, che la Fondazione considera non semplici destinatari, ma parte attiva nella progettazione e nella gestione delle iniziative.

Chi può partecipare

Il bando è aperto a:

  • enti pubblici;
  • enti del Terzo Settore;
  • soggetti privati senza scopo di lucro;
  • enti religiosi civilmente riconosciuti.

I progetti dovranno riguardare i territori delle province di Verona, Vicenza, Belluno, Mantova e Ancona.

Le candidature dovranno essere presentate online entro le ore 13 del 9 settembre 2026. Previsto anche un webinar di approfondimento aperto a tutti il 1° luglio 2026.

“Servono condizioni concrete per restare”

Il messaggio della Fondazione è chiaro: senza case accessibili, luoghi vivi e opportunità di partecipazione, nessun territorio può pensare di trattenere le nuove generazioni.

“Un territorio diventa attrattivo quando offre possibilità, fiducia e responsabilità”, conclude Giordano. “Casa, socialità e partecipazione non sono temi separati, ma parti dello stesso disegno per costruire comunità più credibili agli occhi dei giovani”.