Anche Verona ha aderito ieri alla manifestazione nazionale dei caregiver familiari, che si è svolta a Roma e contemporaneamente in diverse città italiane. Nel capoluogo scaligero si è tenuto un presidio in piazza San Nicolò, promosso da Caregiver Familiari Uniti (CFU) e dall’associazione Il Mondo di Irene, per richiamare l’attenzione sulla condizione di migliaia di persone che ogni giorno si prendono cura di un familiare non autosufficiente, spesso in solitudine e senza un adeguato riconoscimento istituzionale.
«I caregiver familiari svolgono un lavoro di cura fondamentale per la tenuta sociale del nostro Paese – ha dichiarato Elisa La Paglia, assessora alla Salute del Comune di Verona –. Un lavoro che supplisce alle carenze del sistema di welfare e che ancora oggi rimane in gran parte invisibile, non riconosciuto e non tutelato».
Alla mobilitazione hanno partecipato caregiver, associazioni e cittadini, uniti nella richiesta di diritti, tutele e pieno riconoscimento del lavoro di cura. «Ringraziamo il Comune di Verona e l’assessora La Paglia per aver scelto di essere al nostro fianco – ha affermato Alessandra Corradi di Caregiver Familiari Uniti –. Siamo scesi in piazza in tutta Italia per chiedere una profonda modifica del disegno di legge sui caregiver, che nella sua forma attuale non risponde ai bisogni reali di chi garantisce assistenza continuativa a un familiare».
Al centro della protesta, infatti, la richiesta di una legge nazionale organica che riconosca pienamente la figura del caregiver familiare. Dopo anni di attesa, il dibattito parlamentare in corso viene considerato un primo segnale, ma non sufficiente: secondo le associazioni servono maggiori risorse, tutele previdenziali, diritti certi, misure di conciliazione tra lavoro e cura e un sostegno economico stabile.
«Come associazione Il Mondo di Irene abbiamo voluto essere presenti – ha spiegato Luisa Aprili – per portare la voce di chi oggi non può esserci perché impegnato nell’assistenza 24 ore su 24. Chiediamo che il disegno di legge venga riscritto ascoltando davvero i caregiver, a tutela di tante lavoratrici e lavoratori invisibili».
Un tema che riguarda in modo particolare le donne, che rappresentano la maggioranza dei caregiver familiari. «Non possiamo continuare a reggere il sistema socio-sanitario sulle spalle delle famiglie – ha aggiunto La Paglia –. È necessario un cambio di paradigma: il lavoro di cura deve diventare una responsabilità collettiva e pubblica».
Il Comune di Verona, anche attraverso il confronto con le realtà associative attive sul territorio, conferma l’impegno a sostenere politiche inclusive e servizi di prossimità, facendosi portavoce presso Regione e Governo delle istanze emerse dalla mobilitazione.
«Essere oggi in piazza San Nicolò – ha concluso l’assessora – significa affermare che la dignità di chi si prende cura degli altri è una priorità politica. Verona continuerà a esserci».



































