«Profondo sconcerto e ferma condanna» per le modalità dell’operazione che ha coinvolto Pier Paolo Spinazzè, lo street artist veronese conosciuto a livello internazionale come Cibo. A esprimersi sono Lorenzo Dalai, coordinatore di +Europa Verona, e Anna Lisa Nalin, della Direzione nazionale di +Europa.
Spinazzè è noto per i suoi interventi artistici con cui da anni trasforma simboli e scritte di matrice razzista e neofascista in immagini legate al cibo e alla condivisione.
Secondo +Europa, il dispiegamento di forze e mezzi impiegato nell’operazione sarebbe stato «sproporzionato rispetto all’entità dei fatti», in relazione al quantitativo di cannabis sottoposto a sequestro.
Il nodo della salute
Nel comunicato viene inoltre richiamata la condizione di salute dell’artista. Secondo quanto riferito da +Europa, Spinazzè sarebbe affetto da una patologia cronica e invalidante e utilizzerebbe la cannabis per finalità personali legate alla gestione del dolore.
Per il movimento, questo elemento avrebbe dovuto essere considerato anche sotto il profilo umano e sociale, evitando quella che viene definita una «spettacolarizzazione dell’intervento».
«Ci troviamo di fronte a un evidente corto circuito delle priorità – sostengono Dalai e Nalin –. Gli sforzi investigativi e le risorse dello Stato dovrebbero concentrarsi per contrastare i grandi traffici delle droghe pesanti che alimentano le casse delle mafie e distruggono la vita di migliaia di giovani».
+Europa: «Priorità ai grandi traffici»
Il tema sollevato dal movimento è anche quello delle priorità nell’attività di contrasto alla droga. +Europa richiama in particolare il fenomeno dello spaccio di sostanze come cocaina, metanfetamine e fentanyl, indicando nei grandi traffici e nella criminalità organizzata una delle principali emergenze da affrontare.
«Si sceglie, invece, la risposta d’impatto mediatico contro chi ha sempre messo la propria creatività al servizio della comunità e della legalità democratica», affermano Dalai e Nalin.
La posizione sulla cannabis
Nel comunicato +Europa ribadisce anche la propria posizione favorevole alla legalizzazione della cannabis. Secondo il movimento, una regolamentazione della produzione e della vendita potrebbe sottrarre una parte del mercato alla criminalità organizzata e consentire maggiori controlli sulla qualità del prodotto.
«+Europa da sempre combatte per la legalizzazione della cannabis proprio per sottrarre alla criminalità questo business – sottolineano – rendendo meno pericoloso l’uso di questa sostanza per milioni di consumatori italiani».
Il movimento richiama inoltre i modelli adottati in altri Paesi, sostenendo la possibilità di prevedere coltivazione per uso domestico e vendita attraverso esercizi specializzati sottoposti a regole e controlli.
«Chiarezza, equilibrio e buonsenso»
Nel chiedere che sulla vicenda venga fatta chiarezza, +Europa invita a tenere conto anche della situazione personale dell’artista.
«Pier Paolo Spinazzè rappresenta un presidio di civiltà e bellezza sul territorio veronese e nazionale», concludono Dalai e Nalin, chiedendo che la vicenda venga affrontata «nel rispetto della dignità personale e dello stato di salute di Pier Paolo».
Il movimento torna infine a chiedere che l’attenzione delle forze dell’ordine e della magistratura sia concentrata sulle attività di spaccio e sui traffici di maggiore rilevanza criminale.






























