L’intervento della Polizia Locale contro il gioco d’azzardo illegale delle cosiddette “tre campanelle” in via Mazzini incassa il plauso dell’opposizione, ma riaccende lo scontro politico sulle responsabilità dell’Amministrazione comunale.
«Bene l’azione della Polizia Locale che ha individuato e fermato il gruppo dedito al gioco d’azzardo in pieno centro storico. Un intervento professionale che tutela cittadini, turisti e il decoro della città», commenta Nicolò Zavarise, capogruppo della Lega in Consiglio comunale.
Secondo Zavarise, però, l’episodio non rappresenta un fatto isolato né imprevedibile. «Già durante il dibattito consiliare sul regolamento degli artisti di strada avevo evidenziato un rischio preciso: la creazione di un sistema fatto di concessioni, piazzole e controlli, pensato per disciplinare le esibizioni artistiche, avrebbe potuto generare confusione e spazi facilmente sfruttabili da chi opera nell’illegalità».
Un timore che, a suo giudizio, si è concretizzato proprio in questi giorni. «Non è un caso se oggi i campanellari operavano in bella vista nel cuore della città. Si è sottovalutato il pericolo che lo spazio pubblico venisse occupato da pratiche illegali, organizzate e dannose».
Il consigliere leghista parla di un paradosso amministrativo: «È stato costruito un apparato burocratico complesso per regolamentare l’arte di strada, ma non sono state previste misure efficaci di prevenzione contro truffe e giochi d’azzardo, che danneggiano non solo i cittadini ma anche l’immagine turistica di Verona».
Zavarise ricorda come il problema fosse stato segnalato con largo anticipo. «Dalla primavera del 2024, a meno di un anno dall’approvazione del regolamento sugli artisti di strada, le opposizioni denunciano la presenza delle truffe delle “tre campanelle”. L’Amministrazione era quindi a conoscenza della situazione, ma ha scelto di intervenire solo ora, quando il fenomeno era ormai evidente».
La conclusione è un attacco diretto alla linea politica della giunta: «Sicurezza, legalità e decoro non si ottengono con la sola burocrazia sull’arte, ma con scelte politiche chiare e preventive. Colpire l’illegalità per tempo significa evitare di dover sempre rincorrere le emergenze».




































