La busta paga di dicembre 2025, comprensiva di tredicesima, segna 3.488 euro, contro i 3.544 euro dello stesso mese del 2024. Un calo di circa 55 euro in un anno, malgrado il recente rinnovo contrattuale e le riforme fiscali introdotte dal Decreto Primo Maggio 2023. Alcuni dipendenti dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, tra cui infermieri e operatori Aoui, hanno inviato le proprie buste paga “in rosso” fino a 60 euro al confronto annuale al Sindacato Fp Cgil Verona, per una valutazione.
«Si tratta di un esempio classico di fiscal drag, o drenaggio fiscale», commenta Antonio De Pasquale, segretario generale Fp Cgil Verona. «Gli aumenti contrattuali inadeguati, combinati con le misure governative sul cuneo fiscale e la fiscalizzazione degli oneri sociali, finiscono per peggiorare la condizione dei lavoratori, aumentando la pressione fiscale. In Italia, i rinnovi contrattuali fanno talvolta diminuire anziché aumentare gli stipendi».
Il segretario invita i lavoratori a fare confronti tra le buste paga annuali: «Controllare voce per voce è fondamentale, ma la sostanza non cambia: i contratti nazionali, come quello del triennio 2022-2024, non hanno compensato l’inflazione cumulata del 17% e sono nettamente inferiori ai settori privati».
De Pasquale evidenzia inoltre che «le progressioni economiche coprono solo il 50% degli aventi diritto, mentre alla sanità pubblica mancano circa 43 miliardi per allinearsi alla media europea. Tra il 2020 e il 2023, 15,5 miliardi non sono stati recuperati nonostante pandemia, bonus e assunzioni straordinarie».
La replica dell’Azienda Ospedaliera
Dal canto suo, l’Azienda ospedaliera scaligera precisa che «a tutt’oggi sono 747 gli Oss in servizio, con tre unità in più rispetto a fine 2024. Il turnover 2025 è stato interamente ripristinato con 63 cessazioni e 67 assunzioni, quindi non esiste una carenza grave di personale».
L’Azienda sottolinea che i numeri riportati da alcune stime sindacali si basano su settimane ipotetiche: «su 7.768 turni stimati, solo il 2% avrebbe richiesto l’intervento di infermieri al posto degli operatori. In Geriatria A, negli ultimi tre mesi, sono stati registrati solo quattro turni con prolungamento orario. Non risulta nemmeno che gli infermieri siano distratti da altre mansioni, mettendo a rischio la sicurezza dei pazienti».
Sulla questione delle progressioni economiche, l’Azienda precisa che la distribuzione dei fondi è il frutto di una gestione condivisa con i sindacati negli anni passati.





































