I recenti fatti di cronaca avvenuti a Brescia, legati all’organizzazione di lezioni sulla Sharia all’interno di una moschea cittadina, arrivano fino al Veronese. A sollevare la questione è Paolo Borchia, europarlamentare della Lega e capodelegazione del partito a Bruxelles, che chiede chiarezza sul ruolo del centro Bayan di San Giovanni Lupatoto.
Secondo Borchia, le informazioni emerse indicherebbero un collegamento tra la realtà bresciana finita al centro dell’attenzione e il centro islamico attivo nel territorio veronese. «I recenti fatti di Brescia – afferma – chiamano in causa anche il centro Bayan di Verona, indicando un legame con una struttura che opera nel nostro territorio».
L’europarlamentare sottolinea come non si tratterebbe di un elemento secondario: «Lo stesso soggetto che ha tenuto il corso sulla legge islamica a Brescia risulta coinvolto nei programmi formativi del centro Bayan di San Giovanni Lupatoto, una realtà che emerge in contesti di formazione religiosa non solo a livello nazionale, ma anche europeo».
Da qui la richiesta di massima trasparenza. «Quando fatti di cronaca che si verificano in un’altra città finiscono per coinvolgere strutture operative nel Veronese – prosegue Borchia – è doveroso pretendere chiarimenti su attività, contenuti formativi e rapporti internazionali».
Il timore espresso dall’esponente leghista riguarda possibili zone d’ombra: «Verona non può essere coinvolta, direttamente o indirettamente, in circuiti poco chiari. Per questo chiediamo verifiche puntuali da parte delle istituzioni competenti sul centro Bayan e sui suoi rapporti», conclude Borchia, richiamando i temi della legalità, della sicurezza e della coesione sociale.





































