“Quello che sta succedendo attorno al Cortile della Casa di Giulietta è l’ennesima dimostrazione di come questa amministrazione scelga di ‘regolamentare’ non con una visione precisa, ma con decisioni caotiche, calate dall’alto e comunicate all’ultimo minuto. Da un giorno all’altro compare un biglietto da 12 euro e si impedisce l’accesso al cortile a chi non ha il ticket della Casa: una scelta scellerata, gestita nel modo peggiore possibile, che invece di risolvere un problema lo sposta semplicemente fuori, in Via Cappello, dove il rischio è di creare una folla enorme e molto più difficile da governare”.
A dirlo è Patrizia Bisinella, capogruppo di Fare con Tosi in Consiglio comunale a Verona, che contesta il metodo e la sostanza della nuova regolamentazione: “Si parla di sicurezza e poi si lavora per far esplodere l’assembramento davanti al cancello, in strada, tra vetrine, passaggi stretti e flussi continui di persone. In pratica si prende un punto delicato e lo si trasferisce all’esterno, con il risultato di generare tensioni, disagi e inevitabili complicazioni per le attività commercianti della zona, i residenti e i visitatori. Il rispetto per chi lavora in quell’area è pari a zero. I commercianti sono stati minimamente interpellati attraverso una comunicazione il 3 dicembre scorso, a decisione già presa: un confronto di facciata, utile solo a poter dire ‘vi abbiamo sentiti’, mentre la realtà è che si è scelto tutto prima e si è semplicemente comunicato dopo. Ancora una volta si decide dall’alto e si pretende che tutti si adeguino in poche ore, gestendo le conseguenze”.
Bisinella sottolinea anche il danno diretto che questa improvvisazione produce sul turismo organizzato: “Mettere a pagamento improvvisamente l’ingresso, senza un’adeguata comunicazione preventiva, significa creare un disagio enorme per le guide turistiche e per i gruppi organizzati che arrivano in città con un programma già definito. Tour operator e accompagnatori si trovano a dover gestire persone lasciate ignare, costrette a un pagamento non previsto, con inevitabili contestazioni, ritardi, cambi di itinerario e tensioni in strada. Decisioni così non si prendono a ridosso delle festività: vanno pianificate per tempo, perché riguardano l’immagine stessa della Città e la qualità dell’accoglienza, in riferimento a uno dei siti simbolo di Verona e più visitato. È evidente che l’amministrazione Tommasi abbia voluto forzare dopo che non sono state concluse le trattative con il Teatro Nuovo che negli anni scorsi ha sempre concesso l’ingresso. Oggi a pagare la confusione creata sono i negozi, i pubblici esercizi e l’intero sistema turistico dell’accoglienza. Bastava fare una cosa semplice e sensata: gestire esternamente la coda come si fa in estate nei giorni critici. A dicembre i giorni realmente complessi sono cinque o sei, non un mese intero. Sarebbe bastato predisporre per tempo un’informativa chiara e precisa e poi prevedere corridoi, transenne, accessi, insomma un presidio di sicurezza adeguato: invece ci ritroviamo con il rischio concreto di anarchia e confusione totale fuori dal cancello, proprio dove gli spazi sono più stretti e i problemi di sicurezza più difficili da affrontare. Oltretutto sappiamo bene che per rendere sostenibile una misura del genere, servirebbe un maggiore impiego della polizia locale che però è chiamata ad intervenire su tante altre urgenze della città, con cantieri aperti un po’ ovunque, problemi di traffico, viabilità, sicurezza. Aggiungiamo in questo periodo di ponte festivo il gestire i flussi turistici, prevenire le criticità e garantire la vivibilità nel cuore turistico di Verona. Anche su questo, si continua ad arrivare tardi, quando ormai ogni alternativa diventa complicata e si finisce per imporre la soluzione più facile sulla carta, ma la più dannosa nella realtà. Verona merita programmazione, rispetto per chi lavora e regole chiare comunicate con anticipo, non scelte improvvisate last minute che creano disagi e scaricano il problema su altri.”.





































