Un bilancio costruito in un quadro di risorse più ristretto, ma con una scelta politica chiara: non gravare ulteriormente sui cittadini. È questa la linea rivendicata dall’amministrazione comunale nella presentazione del bilancio di previsione, illustrato in Consiglio dall’assessore al Bilancio Michele Bertucco.
«A Verona mancano quasi 9 milioni di euro di trasferimenti statali rispetto al passato – ha spiegato Bertucco – ma abbiamo deciso di non aumentare tasse e tributi». Nessun rincaro, dunque, per IMU, mense e rette scolastiche, con la conferma dell’attuale imposizione tributaria. Una scelta resa possibile, secondo l’assessore, da una gestione attenta della spesa che ha consentito di recuperare risorse su capitoli non direttamente legati ai servizi essenziali, garantendone la continuità senza tagli.
Resta però centrale il tema dell’emergenza abitativa. Dal 2023 il Comune dispone di 1,8 milioni di euro in meno a causa dell’assenza di un fondo nazionale dedicato, che Palazzo Barbieri continua a chiedere venga ripristinato. Nonostante ciò, l’amministrazione ha destinato 1,5 milioni nel 2024 e 1 milione nel 2025, attingendo all’avanzo di amministrazione.
Sul fronte delle entrate, il bilancio conferma i principali capisaldi: l’addizionale comunale IRPEF resta allo 0,8 per cento, con soglia di esenzione a 12 mila euro, per un gettito stimato in circa 40 milioni. L’IMU si attesta a 87,2 milioni, mentre la TARI è inserita in via provvisoria, in attesa del Piano economico finanziario, per circa 58,4 milioni. Prudenziale la stima dell’imposta di soggiorno, pari a 7,15 milioni. I trasferimenti complessivi da Stato, Regione e altri enti si aggirano attorno ai 49 milioni. Tra le entrate extra-tributarie, spiccano i proventi dalle sanzioni del Codice della strada, per circa 27,5 milioni, e gli utili delle partecipate: 20,8 milioni da AGSM AIM e 1,9 milioni da A4 Holding–Autostrada del Brennero.
La spesa corrente ammonta complessivamente a 360 milioni di euro. Nonostante i vincoli, il bilancio prevede un incremento di 1,1 milioni per il sociale e circa 500 mila euro in più per la sicurezza. Pesano però gli accantonamenti obbligatori, che crescono da 17,9 a 21,48 milioni, risorse che non possono essere utilizzate per la spesa corrente.
Capitolo investimenti: sono 80 i milioni destinati alle opere pubbliche, tra cui il cavalcaferrovia dell’Alpo, la copertura del palazzetto AGSM Forum, gli interventi sulla torre del Mastio, il bosco urbano al Chievo, la riqualificazione dell’intersezione di Porta Vescovo, le piste ciclabili, le opere per la continuità elettrica dell’Arena e le manutenzioni di scuole e strade.
Di segno opposto la lettura della minoranza. Salvatore Papadia (Forza Italia), intervenuto con la relazione di minoranza, ha contestato il quadro tracciato dalla giunta: «Quando parliamo di bilancio dobbiamo valutare il lavoro svolto nell’ultimo anno. Avete governato con questo bilancio, ma sul territorio registriamo un malcontento diffuso. Molti cittadini non si riconoscono nei risultati che raccontate». Papadia ha richiamato valutazioni esterne e indicatori, dalle classifiche del Sole 24 Ore sulla popolarità dei sindaci ai dati sulla sicurezza, fino al messaggio arrivato dalle recenti elezioni regionali. «La distanza tra il racconto dell’amministrazione e la percezione dei cittadini – ha concluso – si sta allargando».
Nel suo intervento, l’esponente azzurro ha inoltre toccato temi concreti come le buche nelle strade, la sicurezza, l’emergenza abitativa, il costo delle rette nelle Rsa, le multe e la sicurezza stradale, fino alla rilevanza nazionale assunta dal contingentamento degli accessi al cortile della Casa di Giulietta.
Sulla stessa linea anche Luigi Pisa (Forza Italia), che ha richiamato le priorità avvertite nei quartieri: «Alla gente interessano la pulizia, le strade e le buche nelle periferie, così come la carenza di alloggi. Occorre investire di più e recuperare aree abbandonate». Pisa ha poi espresso preoccupazione per una possibile Ztl in zona stadio nei giorni delle partite, dichiarandosi contrario anche alla chiusura delle auto in piazza Bra, dove ha segnalato la presenza di persone senza dimora che necessitano di interventi sociali adeguati. Sul fronte ambientale, ha invitato a chiarire la fattibilità del traforo, ipotizzando una soluzione “corta”, e ha suggerito di decentralizzare le manifestazioni cittadine anche nei quartieri. Attenzione, infine, su via Mameli, indicata come snodo strategico per l’accesso alla città.
Un confronto serrato, dunque, che accompagna l’iter del bilancio e restituisce l’immagine di una città alle prese con risorse limitate, priorità complesse e una distanza politica che resta marcata tra maggioranza e opposizione.







































