Dopo l’illustrazione del bilancio previsionale da parte dell’assessore al Bilancio Michele Bertucco, avvenuta nella seduta di lunedì, il Consiglio comunale è tornato a riunirsi per proseguire un dibattito che si preannuncia lungo e articolato. Alla delibera sono collegati 607 emendamenti, attualmente al vaglio degli uffici competenti per verificarne l’ammissibilità, a conferma di un confronto politico acceso e trasversale.
Nel corso della discussione non sono mancate le critiche dalle opposizioni. Maria Fiore Adami (Fratelli d’Italia) ha parlato di una gestione cittadina «schizofrenica», denunciando una mancanza di coerenza e di chiarezza nelle scelte dell’Amministrazione. Sulla stessa linea Anna Bertaia (Forza Italia), che ha lamentato l’assenza di una visione complessiva e di un piano strutturato, in particolare sui temi della sicurezza e del degrado urbano. «Una città sporca trasmette abbandono – ha affermato – e l’abbandono alimenta illegalità e disagio sociale».
Toni ancora più duri da parte di Paolo Rossi (Verona Domani), che ha definito l’attuale governo cittadino «l’Amministrazione dei paradossi», accusandola di interventi di facciata a fronte di una città «sporchissima e non curata», con cantieri ereditati dal passato e non frutto di scelte attuali. Anche Nicolò Zavarise (Lega) ha sottolineato la mancanza di una strategia chiara, parlando di «assenza di coraggio» e di disservizi diffusi che, a suo dire, stanno paralizzando Verona.
Dalla maggioranza e dalle liste civiche di sostegno all’Amministrazione sono arrivate invece difese puntuali del documento contabile. Beatrice Verzè (Traguardi) ha posto l’accento sull’impegno per il contrasto alla violenza maschile sulle donne e per la parità di genere, ricordando che il bilancio 2026 prevede oltre 557 mila euro destinati ai Servizi Antiviolenza, a testimonianza di una priorità politica e sociale precisa. Giacomo Cona (Traguardi) ha rivendicato la solidità dei conti comunali, sottolineando il bilancio in pareggio, gli interventi sul disagio socio-economico e l’attenzione alle politiche europee. Tra gli investimenti evidenziati, i 25 chilometri di nuove piste ciclabili, i finanziamenti per il restauro del percorso Porta Nuova–Porta Palio e della Galleria di Contromina, oltre agli stanziamenti per infrastrutture sportive e mobilità sostenibile.
A difesa dell’impianto complessivo del bilancio è intervenuto anche Lorenzo Didonè (Damiano Tommasi Sindaco), che ha ricordato i tagli operati dal Governo al Fondo di Solidarietà Comunale e i maggiori accantonamenti imposti agli enti locali. Nonostante ciò, ha spiegato, il Comune ha scelto di aumentare le risorse per il sociale, la cultura e lo sviluppo sostenibile, proseguendo al contempo nel percorso di riduzione del debito ereditato dalle precedenti amministrazioni.
Dal fronte dell’opposizione, Barbara Tosi (Verona per Tosi) ha riportato il confronto sul piano della quotidianità, sostenendo che «le persone non vivono di numeri», ma chiedono risposte concrete su sicurezza, viabilità, manutenzione e pulizia urbana. Temi sui quali, secondo la consigliera, la città starebbe pagando un prezzo sempre più alto.
Il dibattito proseguirà nelle prossime sedute, con l’esame degli emendamenti e il confronto finale su un bilancio che continua a dividere profondamente l’aula consiliare.







































