martedì, Agosto 11, 2026

Bentegodi, la Giunta sceglie il progetto Hellas: stop allo stadio alla Marangona

 
 

Il Comune di Verona imprime una decisa accelerazione sul futuro dello stadio cittadino. Nella seduta odierna la Giunta comunale ha accolto la manifestazione preliminare di interesse presentata il 3 luglio dall’Hellas Verona FC per la riqualificazione dello Stadio Marcantonio Bentegodi nell’attuale sede, confermando così la volontà dell’Amministrazione di mantenere l’impianto nel quartiere dello stadio e di proseguire il percorso avviato per candidare Verona tra le città ospitanti degli Europei di calcio 2032.

La delibera rappresenta un passaggio fondamentale dell’iter amministrativo. Con il riconoscimento dell’interesse pubblico preliminare, il club gialloblù potrà ora procedere alla predisposizione di uno studio di fattibilità e di un progetto preliminare, che dovranno essere presentati entro il prossimo mese di settembre.

L’Amministrazione guidata dal sindaco Damiano Tommasi conferma così la linea perseguita fin dall’inizio del mandato, rafforzando il percorso avviato alla fine del 2022 con l’inserimento di Verona tra le possibili sedi di gara di Euro 2032. Contestualmente, Palazzo Barbieri ha informato la FIGC degli sviluppi intervenuti, trasmettendo un aggiornamento ufficiale sullo stato del progetto e sulle tempistiche previste.

Marangona, il progetto viene respinto

Parallelamente, sempre nella seduta odierna, il sindaco ha illustrato alla Giunta gli esiti dell’istruttoria tecnica relativa alla proposta di partenariato pubblico-privato presentata il 10 luglio da uno dei soggetti che avevano manifestato interesse nei mesi scorsi per la realizzazione di un nuovo stadio nell’area della Marangona.

L’esame delle Direzioni comunali competenti ha portato ad una conclusione netta: non sussistono i presupposti per convocare la Conferenza dei Servizi preliminare prevista dalla cosiddetta “Legge Stadi” (D.Lgs. 38/2021).

Secondo il verbale istruttorio, la proposta presenta infatti rilevanti criticità sotto diversi profili.

Dal punto di vista urbanistico, il progetto risulta incompatibile con la pianificazione vigente, in quanto in contrasto con le previsioni del PAQE e con le disposizioni applicative contenute nell’Accordo di Programma già ratificato dal Consiglio comunale.

Anche il quadro economico-finanziario viene giudicato insufficiente. L’istruttoria evidenzia infatti che il piano non considera una serie di costi ritenuti indispensabili, tra cui l’interramento degli elettrodotti, le opere di urbanizzazione primaria, le bonifiche ambientali successive all’eventuale demolizione dell’attuale Bentegodi e gli espropri delle aree private interessate. A ciò si aggiunge la mancanza di un’adeguata quantificazione delle entrate previste.

Secondo il Comune, l’intervento richiederebbe inoltre un contributo pubblico di circa 180 milioni di euro, elemento che rende il progetto economicamente insostenibile.

Infine, la realizzazione di un nuovo stadio in un’area diversa da quella attuale viene ritenuta non coerente con gli indirizzi strategici e con gli obiettivi fissati nei documenti di programmazione dell’Amministrazione comunale.

Con la decisione assunta oggi, Palazzo Barbieri indica quindi con chiarezza la strada da seguire: il futuro dello stadio di Verona passa dalla riqualificazione del Bentegodi e non dalla costruzione di un nuovo impianto alla Marangona.