Bando “Sport e periferire 2020”: pubblicata la graduatoria. Escluso progetto del Comune di Verona

 
 

Il bando nazionale Sport e periferie 2020, metteva a disposizione dei Comuni 300 milioni per il rifacimento e il riammodernamento delle strutture sportive locali. Le domande presentate sono state 3.380, tuttavia, nonostante la grande adesione ben 2.200 sono state bocciate (ovvero, neppure ammesse alla valutazione tecnica) per vizi di forma vari (mancata presentazione delle delibere di giunta o mancata vidimazione della domanda medesima).


Alla fine soltanto poco più del 35% delle richieste di finanziamento, da presentare dal 20 luglio al 30 settembre 2020, sono state ammesse alla valutazione tecnica. I progetti finanziati sono stati 495. I progetti che non sono riusciti ad accedere ai finanziamenti sono stati l’85,36%. La domanda di partecipazione al bando doveva essere presentata utilizzando esclusivamente la piattaforma informatica da compilare a partire dalle ore 10.00 del giorno 20 luglio 2020 fino alle ore 10.00 del 30 settembre 2020.

Dei dati, eclatanti, che emergono dal report dell’Ufficio Studi di Innova Finance, società di Bologna che si occupa di finanza agevolata sia per il settore privato sia per il settore pubblico, ne parla Francesco Lombardi, Direttore Tecnico di Innova Finance, al quotidiano Il Sole 24 Ore in un articolo pubblicato il 1 dicembre. Il presidente di Innova riferisce dichiara che: «Dallo studio si evince che ai bandi nazionali i progetti ritenuti non valutabili, e quindi non ammissibili, sfiorano il 25%. Mentre quelli ammessi (ma non finanziati) superano l’80%».

A cosa si deve questa situazione paradossale? «Lungi da me il voler attribuire responsabilità: è certo però che nella mia esperienza gli uffici tecnici che molto spesso sono pure sottodimensionati quanto a personale, ragionano con parametri del tutto diversi rispetto a quelli dei differenti bandi. – E continua Lombardi–. Qualche esempio concreto: per il rifacimento di una strada o di una palestra gli uffici tecnici comunali ragionano in termini di sicurezza o di capienza. L’attribuzione del punteggio del bando invece tiene in considerazione variabili differenti che non vengono minimamente tenute in conto dagli enti locali richiedenti. Tanto da indurre il pensiero che, in certi casi, i bandi non vengano neppure letti con attenzione dai partecipanti».

Il risultato è scontato: la domanda di finanziamento non passa neppure al vaglio della valutazione. Archiviata irrimediabilmente. «Faccio un altro esempio specifico di un grande comune del Nord Italia, dotato di un ufficio preposto all’istruzione di queste pratiche: formato da tre persone. Partecipa al bando Sport e periferie e ottiene soltanto 23 punti su 100 e non accede alle risorse. Altro Ente locale, altro esempio. Un Comune situato in una zona depressa del Sud; per il sol fatto di essere in una zona che l’Istat considera ad alta vulnerabilità sociale avrebbe meritata l’assegnazione di 25 punti, la presentazione di un progetto esecutivo, poi, ne avrebbe meritati altri 15. Sufficiente per ottenere i fondi: peccato che nessuna domanda sia stata presentata». Lombardi continua a snocciolare casi limite: «Emblematico anche il caso della Regione Lombardia, che ha messo a bando oltre 1,3 miliardi di risorse per le politiche giovanili. Dei 45 progetti candidati a intercettare i fondi solo meno della metà ha raggiunto l’obiettivo: oltre il 51% non è stato finanziato».

Insomma in questa specifica fase storica e con gli stanziamenti messi a disposizione dal Pnrr le risorse ci sarebbero anche. «Il punto è che non bastano le risorse, – conclude Lombardi – È necessario anche che i progetti presentati siano validi e che, soprattutto i Comuni, dedichino il tempo e l’attenzione necessari all’impostazione dell’idea progettuale e della domanda».

A settembre 2021 è stato pubblicato il Decreto interdipartimentale di approvazione della graduatoria, con i relativi allegati: ovvero la graduatoria degli interventi finanziati e non finanziati pervenuti con l’indicazione del punteggio totalizzato (allegato A), l’elenco delle richieste di contributo che sono state escluse, in quanto inammissibili, a seguito dell’istruttoria tecnico-amministrativa effettuata dal Dipartimento (allegato B) e l’elenco delle richieste di contributo escluse dalla Commissione, con relativa motivazione (allegato C), (qui link documentzione).

Scorrendo l’allegato B a pagina 1 emerge tra le domande di contributo escluse dall Commissione quella presentata dal Comune di Verona relativamente all’impianto AGSM Campo Sogare (BANDO202000428), il progetto è stato escluso per “VIOLAZIONE PAR. 6, LETT. D) E PAR. 8, LETT. G) DEL BANDO (VEDI ANCHE F.A.Q. NN.37,39,41,60)”. Trattasi della mancata allegazione alla domanda della verifica preventiva e validazione del livello di progettazione presentato, ai sensi dell’articolo 26 del Decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50. Trattasi quindi di un banale errore di allegazione documentale che il Bando prevedeva (forse eccessivamente) quale elemento di esclusione senza contemplare quello che nelle gare di appalto (ma non solo) viene definito “soccorso istruttorio”.

Tra gli esclusi nel Comune di Verona, sempre con le stesse motivazioni, si trova la A.S.D. Nuova Guarino per l’impianto relativo all’ex capannone di Montorio Veronese (BANDO 202000498) e la A.S.D. Team BMX Verona per l’impianto BMX Olympic Arena Verona (BANDO202003084).

Alberto Speciale

 
 
Classe 1964. Ariete. Marito e padre. Lavoro come responsabile amministrativo e finanziario in una società privata di Verona. Sono persona curiosa ed amante della trasparenza. Caparbio e tenace. Lettore. Pensatore. Sognatore. Da poco anche narratore di fatti e costumi che accadono o che potrebbero accadere nella nostra città. Difensore dei diritti ambientali, il che mi ha procurato un atto di citazione milionario. Ex triatleta in attesa di un radioso ritorno allo sport.

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