Scoppia la polemica all’Università di Verona dopo gli incontri LGBTQI+ che si sono svolti il 29 e 30 gennaio al Polo Zanotto 1. Al centro delle critiche, la modifica temporanea della segnaletica dei bagni riservati alle persone con disabilità, indicati durante l’evento con cartelli recanti la scritta “PER TUTTI” e “TUTT*”.
Una scelta che ha suscitato reazioni dure da parte di esponenti politici e associazioni, che parlano di una decisione discriminatoria nei confronti delle persone con disabilità, anziché inclusiva.
A intervenire è Luca Castellini, esponente di Forza Nuova Verona, che punta il dito contro l’organizzazione degli eventi e chiama in causa direttamente la nuova rettrice dell’ateneo, Paola Leardini.
«Parlano di diritti e poi modificano le targhe dei bagni dei disabili – afferma Castellini –. Qui non si è trattato di progresso dei diritti, ma della loro cancellazione. In nome di un’omologazione astratta e ideologica si finisce per negare una condizione reale, colpendo proprio i soggetti più fragili».
Secondo Castellini, la trasformazione dei bagni riservati in servizi “per tutti” rappresenterebbe una negazione della specificità della disabilità. «Ci chiediamo se la nuova rettrice Leardini sia consapevole di quanto accade all’interno del suo ateneo e se intenda continuare a spalancare le porte all’ideologia gender», conclude l’esponente di Forza Nuova.
Critiche analoghe arrivano anche dal Circolo Cattolico Christus Rex-Traditio. Il responsabile nazionale Matteo Castagna riferisce di essere stato contattato da uno studente, che avrebbe lasciato l’università visibilmente infastidito dopo aver visto la segnaletica modificata.
«Il bagno per disabili non è per tutti – sottolinea Castagna – ma è riservato a persone che, indipendentemente dal sesso o dall’identità, sono meno fortunate di noi. Evidentemente, per qualcuno, l’inclusione non vale davvero per tutti».
Nel mirino anche il contesto dell’iniziativa: due giorni di incontri patrocinati, secondo quanto riportato dagli organizzatori, da istituzioni europee e sostenuti da fondazioni impegnate nella promozione di un’Europa “veramente inclusiva per tutti”. Una dicitura che, secondo i critici, risulterebbe in contraddizione con l’eliminazione temporanea di spazi dedicati alle persone con disabilità.
Castagna chiede chiarimenti sui costi dell’evento, sul ruolo dell’università e sulle risposte che gli organizzatori intendono dare a chi si è sentito discriminato. «È paradossale – conclude – che tutto questo avvenga proprio in occasione di iniziative contro ogni forma di discriminazione».
Al momento, dall’Università di Verona non sono arrivate repliche ufficiali sulle modalità organizzative dell’evento né sulla gestione dei servizi igienici durante le due giornate.


































