E’ partito oggi un nuovo progetto all’interno dell’Uoc Psichiatria B di Borgo Roma a Verona, che introduce sessioni strutturate di attività fisica per i pazienti ricoverati.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il reparto diretto dal professor Corrado Barbui e il corso di laurea in Scienze motorie dell’Università di Verona, con l’obiettivo di integrare movimento e cura psichiatrica.
Attività fisica come parte della terapia
Le lezioni si svolgeranno due volte a settimana, il martedì e il giovedì mattina, e saranno condotte dagli studenti di Scienze motorie affiancati da professionisti e dall’équipe clinica.
Il programma prevede esercizi di risveglio muscolare e attività motoria adattata, pensati per essere semplici, accessibili e replicabili anche dopo la dimissione.
Le persone con disturbi psichici, infatti, presentano più frequentemente condizioni come sedentarietà, sovrappeso e patologie cardiovascolari e metaboliche, fattori che incidono sull’aspettativa di vita ma che possono essere migliorati attraverso uno stile di vita attivo.
Superare la separazione tra corpo e mente
“Integrare il movimento nei percorsi di cura significa intervenire su un determinante fondamentale di salute”, spiega Barbui.
“Un elemento centrale del progetto è la sua valenza educativa sui pazienti, superando la tradizionale separazione tra salute fisica e mentale. Inoltre, per gli studenti rappresenta un’importante opportunità formativa in contesti clinici complessi come la psichiatria”.
Benefici anche psicologici
Sottolinea l’importanza dell’iniziativa anche la dottoressa Katia De Santi, responsabile del reparto:
“L’attività fisica non è solo prevenzione, ma anche uno strumento terapeutico che può migliorare il benessere psicologico, la qualità della vita e l’aderenza ai trattamenti”.






































