Attacco all’Iran: gas +39%, petrolio e diesel in rialzo

 
 

Le tensioni scaturite dall’attacco condotto da Stati Uniti e Israele contro l’Iran hanno avuto effetti immediati sui mercati finanziari già nella mattinata del 2 marzo, alla riapertura delle contrattazioni. Il prezzo del gas naturale ha registrato un’impennata vicina al 40%, mentre anche il petrolio ha segnato forti rialzi. Le Borse europee, invece, hanno chiuso in calo, con una perdita complessiva stimata in oltre 300 miliardi di euro.

Carburanti in aumento: diesel ai livelli più alti da un anno

I rincari hanno interessato anche i carburanti. I principali marchi hanno aggiornato verso l’alto i listini consigliati e il gasolio ha raggiunto il valore più elevato dall’inizio di marzo dello scorso anno. Secondo le rilevazioni di Staffetta Quotidiana, si tratterebbe soltanto delle prime conseguenze: gli incrementi attuali non riflettono ancora pienamente il forte rialzo delle quotazioni petrolifere seguito all’attacco, con possibili ulteriori aumenti visibili già dal 3 marzo.

Nel dettaglio, il diesel self service si è attestato a 1,728 euro al litro (+0,008 euro), mentre il servito ha toccato 1,865 euro al litro (+0,007 euro).

Metano in forte crescita ad Amsterdam

A risentire maggiormente della crisi è stato il metano. Alla chiusura delle contrattazioni ad Amsterdam, il prezzo ha segnato un balzo del 39%, arrivando a 44,5 euro al Megawattora, con punte intraday fino a 49 euro, livelli che non si vedevano dall’ottobre 2022.

A spingere ulteriormente le quotazioni ha contribuito anche l’annuncio di QatarEnergy relativo alla sospensione della produzione di gas naturale liquefatto presso l’impianto di Ras Laffan, il più grande al mondo, dopo un attacco di ritorsione che lo ha coinvolto.

Petrolio in rialzo tra New York e Londra

Sul fronte petrolifero, a New York i prezzi hanno segnato aumenti medi intorno al 5%, superando i 70 dollari al barile e toccando in apertura quota 75 dollari. Anche il Brent europeo è salito fino a sfiorare gli 80 dollari al barile.

Uno scenario che alimenta le preoccupazioni dei consumatori, alle prese con nuovi possibili rincari energetici.

Imprese in allerta: timori per la volatilità

Le preoccupazioni sono condivise anche dal mondo produttivo e dall’esecutivo. Aurelio Regina, delegato del presidente di Confindustria per l’Energia, ha sottolineato che l’attacco all’Iran potrebbe riportare “una fase di forte volatilità dei prezzi energetici finché le tensioni non si saranno attenuate”. Secondo Regina, diventa prioritario tutelare competitività e sicurezza a livello europeo, accelerando l’approvazione del decreto Energia.