Astronauti, intelligenza artificiale e medicina del futuro: a Verona il congresso AIMAS

 
 

Lo spazio non è più soltanto il luogo delle grandi esplorazioni. È diventato anche un laboratorio nel quale sviluppare conoscenze e tecnologie destinate a trovare applicazione sulla Terra, dalla medicina alla sicurezza del volo, dalle neuroscienze alla riabilitazione.

È questo il tema al centro del XXXVI Convegno Nazionale dell’Associazione Italiana di Medicina Aeronautica e Spaziale (AIMAS), in programma a Verona dal 16 al 18 settembre 2026. Oltre cinquanta esperti provenienti da università, istituzioni, mondo della ricerca e industria aerospaziale si confronteranno sulle sfide che attendono la medicina del volo e dello spazio.

I lavori prenderanno il via il 16 settembre alla Camera di Commercio di Verona. Le giornate del 17 e 18 settembre si svolgeranno tra la Camera di Commercio e il Point of Entry Sanitario del 3° Stormo di Villafranca di Verona, con la partecipazione di medici, ricercatori, ufficiali medici, rappresentanti dell’industria aerospaziale e delle principali istituzioni nazionali ed europee.

La medicina aerospaziale studia gli effetti che il volo e l’ambiente spaziale hanno sull’organismo umano: dall’ipossia al disorientamento spaziale, dalle accelerazioni alla microgravità, fino all’esposizione alle radiazioni cosmiche. L’obiettivo è proteggere la salute e le capacità psicofisiche di piloti, equipaggi e astronauti, ma anche comprendere come queste conoscenze possano essere utilizzate nella medicina civile.

Ed è proprio questa una delle caratteristiche più interessanti della disciplina. Tecnologie e metodologie nate per affrontare condizioni estreme possono infatti contribuire alla prevenzione, alla diagnosi, alla cura e alla riabilitazione di patologie che interessano la popolazione generale.

Dalla nutrizione nello spazio all’intelligenza artificiale

Il programma del congresso spazia dalle strategie nutrizionali necessarie per affrontare missioni spaziali di lunga durata ai futuri habitat lunari, dalle neuroscienze applicate al volo allo studio del sistema vestibolare e dei processi decisionali.

Tra gli argomenti anche i nuovi criteri di certificazione aeromedica, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale come supporto alle decisioni cliniche e l’analisi degli incidenti aeronautici.

Ampio spazio sarà dedicato alla sicurezza del volo e al fattore umano, con approfondimenti sul disorientamento spaziale, sui bias cognitivi, sull’addestramento dei piloti dei velivoli di quinta e sesta generazione e sulle tecnologie emergenti destinate a cambiare la medicina aeronautica.

Lo sguardo sarà quindi rivolto anche al futuro dell’esplorazione spaziale, in una fase nella quale il ritorno dell’uomo sulla Luna e lo sviluppo della Space economy stanno aprendo nuove prospettive scientifiche e industriali.

Tra gli appuntamenti più attesi figurano gli interventi sull’esplorazione umana dello spazio, sui nuovi habitat lunari, sulle piattaforme biomediche per la medicina del futuro e sulle tute spaziali di nuova generazione.

Particolarmente suggestiva sarà la Lectio Magistralis del professor Matteo Cerri dell’Università di Bologna, intitolata “L’ibernazione per i viaggi interplanetari: scienza, non fantascienza”. Un approfondimento dedicato a una delle prospettive più affascinanti della ricerca internazionale sui futuri viaggi nello spazio profondo.

Biocontenimento e trasporto sanitario aereo

La giornata conclusiva sarà dedicata al biocontenimento e al trasporto sanitario aereo, il cosiddetto Medevac.

Presso il Point of Entry Sanitario del 3° Stormo di Villafranca è prevista una sessione esercitativa che permetterà ai partecipanti di conoscere da vicino procedure e tecnologie utilizzate per la gestione di pazienti altamente infettivi e di emergenze sanitarie complesse.

Durante la cerimonia inaugurale saranno inoltre consegnati i Premi Scientifici “I Guidoniani”, destinati ai migliori contributi nei settori del volo atmosferico, del volo spaziale e del traffico aereo.

Il riconoscimento richiama la tradizione scientifica italiana sviluppatasi negli anni Trenta a Guidonia e rappresenta, per AIMAS, un modo per collegare quella storia alle nuove frontiere della ricerca aerospaziale.

«L’apertura dei lavori del congresso è l’occasione per ribadire il valore della collaborazione tra mondo militare e civile, Atenei ed Enti di Ricerca nel campo della medicina aerospaziale – afferma Pietro Perelli, presidente di AIMAS e Generale Ispettore Capo del Corpo Sanitario Aeronautico –. Un dialogo che si traduce in un proficuo uso duale di tecnologie e ricerche, a beneficio tanto dell’operatore in divisa quanto del cittadino».

Perelli sottolinea anche il coinvolgimento degli studenti, chiamati a conoscere più da vicino il mondo della medicina aerospaziale e della ricerca. «È in questo spirito che l’AIMAS raccoglie la gloriosa tradizione scientifica italiana degli anni Trenta, quella di Guidonia, e la rilancia ancora oggi attraverso il premio “I Guidoniani”».

Verona al centro del confronto tra ricerca e salute

Per l’assessora alla Salute e ai Servizi di prossimità del Comune di Verona, Elisa La Paglia, ospitare il congresso significa rafforzare il rapporto tra ricerca, innovazione e tutela della salute.

«La medicina aerospaziale dimostra come conoscenze e tecnologie sviluppate in ambiti altamente specializzati possano produrre ricadute concrete anche nella medicina civile e nella vita quotidiana delle persone – sottolinea La Paglia –. È un confronto che arricchisce la città e rafforza il dialogo tra sistema sanitario, ricerca e istituzioni».

Il coordinatore locale Cristian Papa evidenzia infine il valore della collaborazione tra associazione, Aeronautica e istituzioni, con il coinvolgimento anche di un istituto secondario di secondo grado.

L’obiettivo è avvicinare gli studenti a un settore nel quale medicina, ricerca e tecnologia si incontrano e nel quale le sfide dell’esplorazione spaziale possono trasformarsi in opportunità concrete anche per la salute sulla Terra.

Dal ritorno dell’uomo sulla Luna alle missioni di lunga durata, dai nuovi sistemi di supporto medico all’intelligenza artificiale, il congresso AIMAS porterà quindi a Verona una domanda che riguarda il futuro, ma con ricadute molto concrete sul presente: come proteggere l’uomo quando l’ambiente diventa estremo e, allo stesso tempo, come trasformare ciò che impariamo nello spazio in nuova conoscenza per la medicina di tutti i giorni.