La Procura della Repubblica di Verona ha chiesto l’archiviazione del procedimento a carico del poliziotto che, lo scorso anno, durante un intervento alla stazione ferroviaria di Porta Nuova, aveva sparato e ucciso Moussa Diarra, cittadino maliano che brandiva un coltello seminando il panico tra i presenti. Secondo la magistratura, l’agente avrebbe agito in legittima difesa.
La decisione, che mette fine a un’indagine lunga oltre dodici mesi, ha riacceso il dibattito politico e istituzionale in città, tra attestati di solidarietà verso le forze dell’ordine e inviti alla riflessione sul confine tra sicurezza e umanità.
Il SIAP Veneto, con il commissario straordinario Ivan Patuzzo, ha espresso “soddisfazione per l’attesa archiviazione” e ringraziato la magistratura per aver “valutato con attenzione ogni elemento”, restituendo “serenità e piena dignità a un servitore dello Stato che ha agito per difendere i cittadini, mettendo a rischio la propria vita”.
Un tono diverso ma complementare arriva da Gianpaolo Trevisi, candidato del Partito Democratico al Consiglio regionale:
“Sicurezza e umanità non sono opposti. Ogni vita spezzata è un dolore per la comunità. Dobbiamo lavorare perché simili tragedie non si ripetano, garantendo sostegno, formazione e strumenti adeguati a chi indossa una divisa. La sicurezza deve nascere anche dalla prevenzione, dall’ascolto e dall’inclusione.”
Sul fronte opposto, la Lega rivendica la piena legittimità dell’intervento dell’agente e chiede un gesto politico forte da parte del Comune.
I consiglieri Filippo Rigo e Nicolò Zavarise hanno chiesto al sindaco Tommasi di revocare le deleghe all’assessore Jacopo Buffolo, accusato di aver “offeso le forze dell’ordine” con le parole pronunciate a caldo un anno fa, quando parlò di “una richiesta d’aiuto a cui si è risposto con un colpo di pistola”.
“Chi difende se stesso e gli altri davanti a un’aggressione armata non è un carnefice ma un servitore dello Stato,” hanno dichiarato i due esponenti leghisti.
Sulla stessa linea Paolo Borchia, segretario provinciale della Lega e eurodeputato:
“La richiesta di archiviazione è un atto di giustizia e di buon senso. Dispiace per la vita perduta, ma nessuno può giudicare chi, minacciato da un coltello, reagisce per salvare se stesso e gli altri.”
Intanto, sul piano locale, la campagna elettorale per le regionali prosegue anche su altri temi. La candidata di Fratelli d’Italia, Serena Cubico, ha richiamato l’attenzione sulle carenze infrastrutturali e sociali dei quartieri periferici, invitando Comune e Provincia ad “accedere ai bandi regionali per viabilità, sport e cultura”.
“La Regione Veneto – ha ricordato – ha stanziato 8 milioni di euro per la riqualificazione degli impianti sportivi e ulteriori fondi per progetti di inclusione e welfare. Dove il Comune non arriva, deve intervenire la Regione.”
Tra riflessioni etiche, richiami politici e prospettive amministrative, la vicenda Diarra chiude così la sua pagina giudiziaria, lasciando però aperta quella, più complessa, del confronto tra sicurezza, giustizia e coesione sociale.








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