Il Consiglio Comunale di Verona ha approvato nella serata di ieri, giovedì 18 dicembre, il Bilancio di Previsione 2026. “Esprimiamo profonda soddisfazione per una manovra che, ancora una volta, sceglie di non toccare le tasche dei veronesi, riuscendo comunque a fornire un flusso costante di interventi alla città, in particolare nelle opere pubbliche e nel verde pubblico, e risposte alle emergenze sociali, malgrado i tagli del governo ai danni degli enti locali” dichiarano Fabio Segattini, capogruppo comunale Pd, e Carlo Beghini, consigliere Pd e presidente della commissione consiliare Bilancio. “Un esempio concreto è rappresentato dalle rette delle mense scolastiche: sebbene coprano solo un terzo del costo vivo del servizio, non sono mai state toccate. È un aiuto reale al diritto allo studio e un supporto fondamentale per le famiglie che affrontano la corsa dei prezzi più aggressiva degli ultimi decenni” aggiungono.
“A differenza di quanto sostengono alcuni autoproclamati esperti del settore, questa amministrazione ha costantemente aumentato anche gli investimenti sulla sicurezza,” continuano Segattini e Beghini. “Il vero grande assente è il Governo centrale, che non solo non mantiene le promesse fatte alla città, ma scarica sistematicamente sugli enti locali nuovi servizi e la gestione di fragilità sociali complesse. E’ solo grazie a questa gestione accorta, frutto di affiatamento amministrativo e ascolto del territorio, che abbiamo potuto avere la meglio sui tagli praticati e sui nuovi oneri addossati” sottolineano.
“La forza di questa, come delle manovre precedenti, risiede nella sua concretezza, nel tempismo e nelle scelte consapevoli” proseguono Segattini e Beghini. “Approvando il bilancio entro il 31 dicembre, Verona evita l’esercizio provvisorio, garantendo l’operatività immediata delle risorse a partire dal 1° gennaio. La chiusura di mutui, gli introiti particolarmente floridi della tassa di soggiorno e di alcune partecipate ci consentono, nel corso dell’anno, di redistribuire sostanziosi avanzi di amministrazione degli esercizi precedenti. La risoluzione di tare storiche, come il nodo viabilistico di Veronetta, l’incremento della raccolta differenziata, l’uscita dall’immobilismo delle precedenti gestioni nasce proprio da questo metodo collaudato”.
“Abbiamo chiuso anche con la stagione delle promesse irrealizzabili. Chi prometteva opere mirabolanti in partenza delle Olimpiadi Invernali ha lasciato soltanto vuoto e pratiche da riprogrammare. Ci avviciniamo all’evento olimpico con la concretezza di chi sa che quell’appuntamento deve restare nella memoria dei veronesi per la qualità dell’accoglienza e delle opere realizzate, non per i cantieri incompiuti. Verona ha finalmente una guida solida e un bilancio che guarda al bene comune” concludono.





































