AMIA Verona, Andrea Miglioranzi: la Cassazione rigetta l’appello e conferma la pena 14 mesi di reclusione

 
 

La Sezione Penale della Cassazione con la Sentenza n. 37739/2020 del 14 dicembre 2020 ha rigettato l’appello presentato da Andrea Miglioranzi confermando la Sentenza del 3/7/2020 del Tribunale di Verona nella quale venivano patteggiati 14 mesi di reclusione.


Il caso giudiziario, ricorderete, riguardava l’ipotesi di reato per Peculato (314 c.p.) per 8 episodi intercorsi tra il 27 gennaio 2016 e il 16 marzo 2017. Andrea Miglioranzi era accusato «con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, nella sua qualità di presidente della partecipata pubblica veronese Amia Verona Spa, di aver usato, avendone la disponibilità, la carta di credito aziendale per effettuare spese personali, così impossessandosi delle relative somme addebitate alla stessa società pubblica».

Prima dell’udienza del 3 luglio innanzi il Tribunale di Verona, Miglioranzi aveva fatto pervenire ad Amia un assegno di 5mila euro a titolo risarcitorio, fattispecie che ha determinato l’accordo per il patteggiamento della pena tra accusa e difesa in un anno e due mesi.

Archiviata definitivamente questa vicenda, per l’ex Presidente di Amia era rimasto aperto il procedimento penale che lo ha visto agli arresti domiciliari dal 4 giugno scorso fino al 4 dicembre dopo il mega blitz della DDA contro il clan Giardino. Andrea Miglioranzi è tornato in libertà per decorrenza dei termini di custodia cautelare. Come ricorda il Corriere di Verona, è stata infatti accolta dal gip di Venezia l’istanza dell’avvocato di Miglioranzi, Nicola Galante, secondo il quale: “Le accuse rivolte si sono nel frattempo di gran lunga ridimensionate rispetto al momento dell’arresto”.

L’ex Presidente di Amia resta comunque indagato per corruzione anche se è risultata insussistente l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Ma per la DDA, Miglioranzi avrebbe ricevuto una mazzetta di 3 mila euro dall’imprenditore dell’Istituto Enrico Fermi che avrebbe dovuto tenere dei corsi di formazione ad Amia e che è considerato affiliato al clan mafioso, Francesco Vallone, a sua volta finito il 4 giugno in carcere nell’ambito della maxi operazione coordinata dalla Procura antimafia lagunare.

Dopo il patteggiamento Andrea Miglioranzi ha deciso di impugnare la sentenza del Tribunale di Verona con la quale, a richiesta delle parti, gli è stata applicata la pena di anni uno e mesi due di reclusione per il reato di cui all’art.314 cod. pen. (Peculato).
Il ricorrente ha chiesto l’annullamento della Sentenza per vizio di motivazione non avendo il Giudice esaminato la ricorrenza di cause che potessero determinarne il proscioglimento.

I Giudici del Palazzaccio, nell’udienza del 14 dicembre, hanno ritenuto il ricorso inammissibile, poiché si basa su «argomenti incompatibili con l’avvenuto concordato sanzionatorio, cioè su una richiesta di applicazione di pena proveniente dallo stesso ricorrente e tale da presupporre il suo consenso in ordine alla definizione con un rito premiale rispetto al quale, a fronte della riduzione e determinazione consensuale della pena, l’imputato rinuncia ad avvalersi del dibattimento. A tanto deve aggiungersi che il ricorso, intrinsecamente generico, neppure si confronta con la motivazione della sentenza del Tribunale che ha dato atto, sulla scorta del contenuto della comunicazione di notizia di reato e delle dichiarazioni rese da persona informate sui fatti, dei risultati del positivo riscontro di correttezza della qualificazione giuridica e della insussistenza di cause che avrebbero imposto il proscioglimento dell’imputato secondo la regola di giudizio di cui all’art. 129 cod. proc. pen., norma che richiama, ai fini della
verifica rimessa al giudice, la evidenza di prove di innocenza».

Alla inammissibilità del ricorso consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della cassa delle ammende.

Alberto Speciale

(foto: TG Verona sul web)

 
 
Classe 1964. Ariete. Marito e padre. Lavoro come responsabile amministrativo e finanziario in una società privata di Verona. Sono persona curiosa ed amante della trasparenza. Caparbio e tenace. Lettore. Pensatore. Sognatore. Da poco anche narratore di fatti e costumi che accadono o che potrebbero accadere nella nostra città. Ex triatleta in attesa di un radioso ritorno allo sport.

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