Altroché “latte”; all’ex Centrale in ZAI scoperti bivacchi, furti e allacciamenti abusivi

Veduta esterna dell'ex Centrale del Latte, nel quartiere ZAI-Fiera
 
 

“Fatti mandare dalla mamma…” (ah no).

Il recente blitz della Polizia Locale di Verona all’ex Centrale del Latte di via Francia (fra il quartiere fieristico e l’ultimo settore delle Golosine) ha svelato un vero e proprio hub clandestino per il riciclaggio di veicoli rubati.

L’operazione del reparto motorizzato e radiomobile è scattata venerdì pomeriggio 7 agosto (l’altroieri), accelerata dalle denunce della proprietà dello stabile (in abbandono) e da un incendio divampato sempre lì due giorni prima che aveva richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco.

All’interno dello stabile abbandonato gli agenti hanno scoperto decine di biciclette e monopattini elettrici rubati, in gran parte già smontati o alterati in una vera e propria officina abusiva allestita per camuffare la refurtiva, dove sono stati sequestrati anche diversi attrezzi atti allo scasso.
Gli occupanti avevano inoltre predisposto un collegamento illegale alla rete elettrica pubblica, costringendo i tecnici di V-Reti a intervenire d’urgenza per isolare le linee, eliminando così il rischio di cortocircuiti e nuovi roghi nella struttura colma di rifiuti.

Nell’area erano presenti circa dieci bivacchi di fortuna e, mentre quattro persone sono riuscite a scappare prima dell’irruzione, la Polizia Locale – nel bilancio comunicato questa mattina – ha fermato e denunciato “un uomo di trent’anni per invasione di edificio, ricettazione e furto di energia“.
Nel corso degli ulteriori controlli pomeridiani collegati all’operazione, gli agenti “hanno bloccato e denunciato anche un ventenne che guidava contromano, accusato di minacce a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire le generalità“.

Questo intervento – fa sapere congiuntamente anche il Comune di Verona con un comunicato – si inserisce “in una strategia più ampia di monitoraggio capillare basato su una nuova mappatura digitale e georeferenziata chiamata SIGI“.

Una veduta in tempo reale dell’interfaccia del sistema SIGI.

Attualmente il sistema – estrapolando i dati forniti da Palazzo Barbieri – conta circa 101 immobili abbandonati censiti in città, il 90% dei quali è di proprietà privata.
Dalle relazioni dell’assessorato alla sicurezza emerge tuttavia che circa la metà dei proprietari di queste strutture “non risponde o fatica a collaborare per la messa in sicurezza dei propri stabili“.
Per superare questa inerzia e prevenire nuove occupazioni e illegalità verranno usati i dati del censimento estivo per avviare, a partire dal prossimo mese di settembre, “specifici tavoli d’incontro volti a obbligare i privati a sigillare definitivamente gli accessi agli edifici pericolanti“.

Qui di seguito, per ulteriori (e appassionati) approfondimenti di natura personale, vi lasciamo il link per raggiungere la piattaforma.

Nicola Zanotto

 
 

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