La seconda edizione dell’Agorà Lyric World International Competition è stata presentata alla Camera dei Deputati. Il concorso internazionale dedicato ai giovani talenti della lirica si svolgerà a Verona dal 23 febbraio al 7 marzo, confermando la città scaligera come punto di riferimento per la formazione e la valorizzazione delle nuove generazioni del canto.
Alla conferenza stampa è intervenuta la deputata di Forza Italia Maria Paola Boscaini, che ha sottolineato il valore strategico del settore culturale: «La cultura rappresenta il 15% del PIL e questo governo sta finalmente cercando di valorizzarla. Iniziative come questa, rivolte ai giovani, non sono soltanto un’opportunità, ma un vero e proprio percorso di crescita».
Boscaini ha evidenziato anche il legame tra lirica ed economia del territorio: «Verona è una città strettamente legata alla tradizione operistica. Il pubblico che arriva per gli spettacoli lirici apporta un valore significativo anche dal punto di vista economico».
Il concorso nasce da un’idea giovane: il presidente dell’associazione promotrice, Federico Residori, ha 28 anni. «La storia del canto lirico italiano è costellata di grandi nomi, ma oggi più che mai necessita di essere sviluppata e valorizzata. È fondamentale formare nuove generazioni di cantanti e offrire loro la possibilità di confrontarsi con un pubblico e con un palcoscenico», ha spiegato.
Secondo il direttore artistico Simone Zampieri, l’obiettivo non è aggiungere un concorso ai tanti già esistenti in Italia, ma creare «uno spazio che non sia solo competizione, ma anche crescita. Un luogo in cui il talento venga accolto, ascoltato e accompagnato, con opportunità concrete e collegamenti internazionali».
Sulla stessa linea il direttore operativo Franco Silvestri, che ha sottolineato la presenza in giuria di direttori artistici, sovrintendenti, casting manager e agenti provenienti da diversi Paesi, con l’intento di favorire un reale accesso al mondo del lavoro.
I risultati della prima edizione sono già tangibili: i vincitori hanno debuttato al Teatro dell’Opera Giocosa di Savona in Rigoletto, come ricordato dal direttore generale Giovanni Di Stefano, ottenendo un positivo riscontro di pubblico e critica.
L’appuntamento veronese punta così a consolidarsi come piattaforma internazionale per i giovani interpreti, in una città che fa della lirica uno dei suoi tratti identitari più forti.


































