AGSM AIM diventa “Magis”, il Consiglio Comunale battezza la nuova identità

 
 

Il Consiglio comunale ha approvato con 21 voti favorevoli e 1 astenuto la modifica dell’articolo 1 dello statuto di AGSM AIM Spa, autorizzando il sindaco a votare favorevolmente in assemblea straordinaria il cambio di denominazione della multiutility nata dall’aggregazione tra Verona e Vicenza. Il nuovo nome sarà “Magis”.

La delibera, illustrata dal sindaco Damiano Tommasi, rappresenta l’ultimo passaggio formale di un percorso avviato nel 2020 con la fusione tra le due storiche aziende cittadine. «Non si tratta di un semplice cambio di nome – ha spiegato il primo cittadino – ma di un passaggio strategico che consolida un’identità unitaria, superando la percezione di una semplice somma tra AGSM e AIM».

Secondo l’amministrazione, il rebranding risponde a due esigenze: rafforzare l’identità unica della società, oggi proiettata su scala nazionale, e migliorare il posizionamento competitivo rispetto ad altre multiutility come A2A, Hera, Iren e Acea, caratterizzate da denominazioni brevi e riconoscibili. Il cambio di nome sarà formalmente deliberato dall’assemblea straordinaria della società, dopo il mandato conferito dal Consiglio comunale, come previsto dallo Statuto.

Il dibattito in sala Gozzi

Dai banchi dell’opposizione sono arrivate critiche soprattutto sul metodo. La consigliera Maria Fiore Adami (Fratelli d’Italia) ha contestato la tempistica del passaggio in aula, sostenendo che il nuovo nome fosse già stato presentato pubblicamente prima della ratifica consiliare. Analoga posizione espressa da Salvatore Papadia (Forza Italia) e Massimo Mariotti (Fratelli d’Italia), che hanno richiamato la necessità di un confronto preventivo con le minoranze.

Di diverso avviso la maggioranza. Giacomo Cona ha definito il nuovo nome «espressione di crescita e visione strategica», mentre Carlo Beghini (Pd) ha sottolineato la coerenza dell’operazione con il piano industriale 2025-2030, che prevede investimenti per 1,2 miliardi nei prossimi cinque anni. Alberto Falezza (Pd) ha chiarito che il Consiglio non cambia direttamente il nome, ma autorizza il sindaco a votare la modifica statutaria in assemblea straordinaria.