Agricoltura: Verona scende in piazza contro Mercosur e politiche UE

 
 

Anche Verona aderisce alla mobilitazione nazionale contro le politiche europee e nazionali ritenute penalizzanti per il comparto agricolo. Lunedì 19 gennaio è in programma una manifestazione che vedrà protagonisti agricoltori, artigiani, lavoratori e cittadini, uniti sotto lo slogan: “No Mercosur, no imposizioni europee”.

Il ritrovo è fissato alle ore 9.30 presso lo stadio Bentegodi, lato Curva Nord. Da lì partirà un corteo che si muoverà anche con mezzi agricoli, diretto verso il centro cittadino.

Le ragioni della protesta

Al centro della mobilitazione vi è una dura contestazione delle politiche agricole europee e delle scelte nazionali che, secondo gli organizzatori, starebbero mettendo in ginocchio il lavoro agricolo, compromettendo la sopravvivenza delle aziende, danneggiando gli artigiani e incidendo negativamente sulla salute dei cittadini e sull’ambiente.

Particolare attenzione viene rivolta agli accordi internazionali come il Mercosur, considerati dai promotori una minaccia sia per la competitività delle imprese italiane sia per la sicurezza alimentare e la tutela del territorio.

“Niente passerelle politiche”

Gli organizzatori precisano che non è gradita la partecipazione di esponenti politici, a qualsiasi livello, che abbiano sostenuto, votato o tollerato provvedimenti ritenuti dannosi per il settore agricolo. La protesta si definisce trasversale e apartitica, rivolta contro un sistema politico considerato responsabile, senza distinzioni tra maggioranza e opposizione.

Non saranno accettate, spiegano, passerelle mediatiche, interviste o presenze simboliche di chi, secondo i manifestanti, avrebbe contribuito alle scelte oggi contestate. Eventuali prese di posizione solidali dovranno avvenire esclusivamente tramite comunicazioni scritte, senza presenza in piazza.

Una mobilitazione dal basso

Alla manifestazione parteciperanno agricoltori, artigiani, lavoratori e cittadini, accomunati dalla volontà di chiedere un cambio di rotta concreto. Il messaggio è chiaro: basta promesse e dichiarazioni di intenti, servono responsabilità, trasparenza e scelte politiche diverse a tutela del lavoro, della salute e del futuro dell’agricoltura italiana.