Aeroporto Catullo – La garanzia dell’informazione

 
 

Quando a scrivere sono la Pravda, o la Nuova Germania.

Ci ha colpito molto l’articolo sulla “Nuova Germania” (di Verona) del 9 ottobre dal titolo “Catullo, via alla gara per il nuovo Terminal Investimento da 60 milioni.”

Mentre la Pravda ha incensato ripetutamente gli interpreti, e tra questi la “salvatrice” SAVE, che nulla a che fare con il proprio acronimo.

Quello del 9.10 un pezzo scritto dal Presidente Arena, senza critica e, soprattutto, senza capire veramente quello che stanno per partorire in aeroporto.

Partiamo dal fatto che si sia data l’approvazione al progetto Romeo in un C.d.A. della Catullo, rapido ed invisibile, quando la Aerogest deve ancora riunirsi in assemblea il prossimo 18 ottobre, con all’ordine del giorno proprio la questione d’investimento Romeo e l’aumento di Capitale. Sarebbe stato più opportuno, nello scrivere, dare spiegazioni di quello che significa fare un aumento di capitale (senza partecipare alla sottoscrizione) con la sola finalità di far salire all’80% la SAVE. I soci pubblici vogliono continuare a sfidare leggi ed istituzioni? Non crediamo che il Sindaco sia così fesso da bruciare il valore delle sue azioni per far felice Marchi, e lo stesso vale per gli altri soci Aerogest.

Continuando nella lettura, nell’articolo non viene trattato in nessun modo il fatto che si spendano 60 milioni di euro per 6 banchi check-in e 6 gate d’imbarco in più.

Sarebbe chiaro ed evidente a chiunque, e soprattutto a un giornalista informato, che c’è qualcosa che non quadra.

Non si tocca il terminal arrivi, che rimane lo stesso, e quindi anche la capacità del complesso dell’aerostazione rimane inalterata.

I passeggeri partono, ma arrivano anche, ed i due sottosistemi devono essere bilanciati correttamente.

Per noi che abbiamo scritto di tutto sull’argomento, leggere l’articolo ci ha confermato che, più che il Corriere di Verona, stava scrivendo la Nuova Germania della DDR, dove sapevi che quello che veniva scritto era una buona interpretazione del nulla.

Il progetto Romeo altro non è che una ristrutturazione dell’edificio partenze, vecchia struttura di tipo industriale adattata a terminal, e niente di più.

I 60 milioni sono veramente pochi ed il progetto nel suo complesso non è in grado di soddisfare le esigenze del territorio del Garda. Se poi lo confrontiamo con quanto realizzato dai nostri concorrenti, e tra questi Venezia, c’è veramente da mettersi le mani nei capelli.

Il tocco ad effetto è una frase tipo “si tratta di un nuovo passo di grande rilevanza per lo scalo” e qui non capiamo qual’è stato il primo passo, magari se ce lo spiegassero dalla NG?

Ma ciò che più fa rabbia è che non c’è approfondimento, lo sbrodolamento non dice che il progetto è privo di pontili d’imbarco tanto reclamati dal Presidente Arena.

Tutti gli aeroporti del Nord Italia con più di 1 milione di passeggeri hanno in dotazione pontili d’imbarco, perché al progetto Romeo sono stati tolti?

A Verona stiamo vivendo una situazione istituzionale surreale e la stampa locale, fedelmente al fianco dei poteri forti, sta rendendo ridicolo il buon nome della città.

Aspetteremo le veline della STASI…

 
 
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30 anni, parte di questi trascorsi, inutilmente, nel tentativo di scrivere una biografia seria e sensata. Ma forse questa è la volta buona (lo dico sempre!). Italiano e veronese, amante della comunicazione con ogni mezzo e a (quasi) ogni costo. Parlo tanto e volentieri, di politica e di sport. Talvolta a proposito, talaltra vabbé, pazienza. Hellas Verona nelle arterie, musica jazz, il buon vino e le parole di un caro amico al momento giusto. Con la famiglia di VeronaNews per dare il meglio di me alla città che più amo al mondo.

7 COMMENTI

  1. Bellissimo questo pezzo …
    C’entra tutti i problemi e contraddizioni che scrive Corazza !
    Comunque vogliamo vedere la cosa, Verona ne esce ridimensionata da questa brutta storia. Fiduciosi che la Businarolo porterà a casa il risultato che tutti noi ci attendiamo : un nella gara ad evidenza internazionale. Il territorio merito questo ….

    Alvise

  2. Resta il fatto che nulla, proprio nulla, si smuove. Siamo nella palude più densa e profonda come mai prima; la palude del consociativismo, vero male di Verona, più di ogni altra città.
    Non ne usciremo facilmente, perché i nostri Bla Bla bla dei 5S, i nostri tromboni di sindacati, i nostri finti e patetici oppositori in Comune, i nostri innumerevoli parlamentari (si vergognino) e chi più ne ha, ne metta, non hanno né lo spessore politico, né la conoscenza, né la volontà di occuparsi dei veri temi. Esiste solo la Fondazione Arena o il filobus o il presenzialismo. Il resto può andare alla malora, e meno male che Fiera e Interporto, vanno da soli; del resto sono corazzate.

  3. che poi in realtà dei 60mln solo poco più della metà sono destinati al terminal nelle prime 2 fasi al 2025 e ben 13 sono destinati a taxi + turnpad + resa e sappiamo tutti che caRRo stanno facendo in questo ambito.

    questione torrini, solo 1 da progetto ha l’ascensore, se non vengono messi i pontili come faranno ad imbarcare i passeggeri a mobilità ridotta?

  4. Mi viene da ridere quanto leggo il giro del mondo in 80 destinazioni solo l ‘arena può scrivere certe cazzate io ne conto forse 25 o 30. Se poi fanno riferimento che da Francoforte o Mosca si raggiunge tante destinazioni è un altra cosa !!! Speriamo nei canguri !!!!

  5. Immagino che dalle parti di Dossobuono ci sia un po’ di confusione, tra voli che vanno e che vengono e notizie dolci o salate (e pepate).
    Oggi, ad esempio, sulla pagina Facebook del Catullo viene promossa, come destinazione di un viaggio, la bella capitale della Spagna, Madrid.
    Peccato che il volo tra Verona e Madrid scomparirà dai tabelloni del Catullo tra undici giorni esatti, a meno di un subentro (speriamo) di Volotea.
    Affrettiamoci.

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