Aeroporto Catullo – Dove eravamo rimasti

 
 

Né avanti, né indietro

Abbiamo atteso qualche giorno per verificare la documentazione del forum promosso da Confindustria la scorsa settimana (https://www.veronanews.net/asse-del-brennero-lo-stato-dellarte-e-le-priorita-del-futuro-il-summit-giovedi/) e che ha visto la partecipazione del Prof. Ing. Ennio Cascetta dell’Università Federico II di Napoli e MIT di Boston.

Nel suo intervento ha dato i numeri, quelli veri, relativi alla situazione della movimentazione di turisti stranieri nel nostro territorio.

Cos’è emerso?

Che i numeri non mentono e che i nostri prodi ci hanno turlupinato.

Vediamoli: il 49% del traffico passeggeri è internazionale ed è aumentato del 45,3% nel periodo 2009-2017.

Quelli aerotrasportati hanno avuto un’impennata dal 2013 ad oggi, e da 115,1 sono passati a 142,1 milioni di passeggeri, ciò che balza all’occhio è che Venezia dal 2014 al 2018 è passata da 7,1 (milioni) a 9,6, con un incremento di passeggeri internazionali del 35,3%.

Verona ne ha fatte le spese.

In ogni caso Venezia è cresciuta, e Verona? A Verona, nello stesso periodo di riferimento (2014-2018), il traffico internazionale è passato da 1.968.816 passeggeri del 2014 ai 2.223.879 passeggeri del 2018, con un incremento nel periodo del 12,9 % (appena il 3.2% incremento annuo).

Possibile?

Pare proprio di sì, il traffico di Verona, con collegamenti internazionali vivi, rimane fuori dagli schermi radar.

Lo sviluppo tanto reclamato dov’è? Senza uno sviluppo programmato volto al rilancio dello scalo non si andrà da nessuna parte, e questo lo hanno capito i soci pubblici Catullo.

Le difficoltà tra soci per approvare il bilancio 2018 palesano uno stato di malessere aziendale che parte proprio dai soci e dalla gestione SAVE che continua a ridimensionare lo scalo a danno del territorio.

Dal 2014 al 2018 chi ha fatto il botto è Venezia, ma a leggere bene i dati sono Bologna, Napoli e Bergamo. Brava? No solamente programmazione senza paletti che consentono uno sviluppo in funzione del territorio e non, come accade in Catullo, in funzione delle strategie di Venezia.

Tutta un’altra cosa.

Poi non vogliamo parlare del disastro Brescia sempre più in uno stato comatoso e completamente fuori controllo.

Purtroppo per lo scalo Monteclarense ci aspettiamo il peggio, ed è che ENAC ci tolga la concessione, così i Presidenti Riello e Arena saranno sodisfatti e potranno raccontarci come trovare il modo di regalare il controllo alla SAVE dell’amico Marchi.

Copione già scritto e poveri noi…

Andamento passeggeri

Andamento passeggeri 2

 
 
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29 anni, parte di questi trascorsi, inutilmente, nel tentativo di scrivere una biografia seria e sensata. Ma forse questa è la volta buona (lo dico sempre!). Italiano e veronese, amante della comunicazione con ogni mezzo e a (quasi) ogni costo. Parlo tanto e volentieri, di politica e di sport. Talvolta a proposito, talaltra vabbé, pazienza. Hellas Verona nelle arterie, musica jazz, il buon vino e le parole di un caro amico al momento giusto. Con la famiglia di VeronaNews per dare il meglio di me alla città che più amo al mondo. Comunico. Rifletto. Combatto. Edito. Suono. Non necessariamente in quest'ordine. 🇮🇹

2 COMMENTI

  1. Siamo senza collegamenti verso la Francia, da ottobre non ne avremo più con la Spagna, se non stagionali verso le Baleari o charter verso le Canarie. Non abbiamo voli su Portogallo, Romania, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Bulgaria, Danimarca, Svezia e Finlandia. Su Norvegia e Polonia abbiamo solo stagionali, così come verso la Grecia. Il nostro mercato internazionale si concentra unicamente su Regno Unito, Germania, Russia e, molto distanziate, Irlanda, Olanda e Belgio.

    L’unico collegamento diretto verso un hub europeo è con il gruppo Lufthansa su Monaco e Francoforte e Alitalia su Roma. C’è anche Aeroflot, ma gli orari non ti permettono altro che poche prosecuzioni serali. La stessa cosa accade con Transavia/KLM su Amsterdam e Aer Lingus su Dublino.
    Abbiamo perso negli anni i collegamenti con gli hub di Vienna, Zurigo, Parigi e Madrid. E probabilmente dimentico qualcosa.

    Parliamo poi del charter, da sempre punto di forza del Catullo? Stiamo perdendo anche quello. Air Italy/Meridiana si è defilata da Verona, e più o meno ha fatto la stessa cosa Blu Panorama. Rimane, per fortuna, Neos, ma anche il charter incoming soffre.

    Trento e Bolzano ora sono collegate sette volte al giorno con l’aeroporto di Bergamo da Flixbus. A Verona Aeroporto queste linee non fermano, limitando il servizio a Porta Nuova. Chiaro che un trentino preferisce scendere davanti al terminal di Orio al Serio, vista anche l’offerta di destinazioni da Bergamo, che venire a Verona.

    Quest’anno dovrebbe scadere l’accordo commerciale tra il Catullo e Ryanair, e i primi risultati si vedono.

    E si potrebbe continuare per ore.

    Topo Gigio sarebbe in grado di governare meglio il Catullo. Forse anche Napo Orso Capo.
    Pazzesco.

  2. ….non solo caro Ardu63 ma hanno pure castrato la pista demolendo 300 metri che ne erano l’ideale prolungamento in futuro e al suo posto hanno fatto la Resa, area di sicurezza che equivale a un campo di patate; inoltre hanno rifatto la via di rullaggio che tuttavia va bene solo per aerei medio-piccoli tipo il 737. Era già stretta a 18 metri ed ora è di 15. Va a capirne i motivi. In sua vece ora c’è la Turn Pad per permettere il giravolta in pista degli aerei più grandi. Aerei più grandi ma non troppo perché la pista stessa è stata appunto castrata. A Montichiari la vogliono allungare e a Villafranca l’hanno accorciata. Mah!!!
    C’è qualcosa di impalpabile palude in tutto ciò. Da profano vorrei tanto sbagliarmi.

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